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Due icone
dell’immaginario femminile

Trent'anni di Thelma & Louise, il film cult di Ridley Scott con Geena Davis , Susan Saradon e Brad Pitt

 

Thelma & Louise, il film cult di Ridley Scott con Geena Davis, Susan Saradon e Brad Pitt compie trent’anni.

Trent'anni di Thelma & Louise, il film cult di Ridley ScottC’è donna che non ricordi gli addominali scolpiti di Brad Pitt? «I suoi addominali sembravano dirmi ‘ciao’ e, mentre recitavamo, ero così distratta da dimenticarmi le battute» ha raccontato Geena Davis in un’intervista.

Ci sembra opportuno iniziare proprio con una foto che li ritrae, visto che non smettono di esercitare tutto il loro fascino nel nostro immaginario erotico nonostante siano passati trent’anni dall’uscita del film nella sale italiane, il 13 settembre 1991.

Il regista Ridley Scott, durante le scene di sesso di Geena Davis, si occupò personalmente di spruzzarvi sopra dell’acqua Evian per renderli più eccitanti, facendoli entrare di diritto nella storia del cinema ed anche l’allora sconosciuto Brad Pitt, grazie a queste scene hot, si guadagnerà il titolo di sex symbol nell’olimpo di Hollywood.

Il film ė ormai diventato un classico dalla portata rivoluzionaria tanto da essere considerato un vero e proprio manifesto femminista. Dal 2016 il film è nel National Film Registry per il suo valore culturale e storico.

Susan e Geena candidate all’Oscar

Ma cosa combinano le nostre eroine interpretate da Susan Saradon oltre ché dalla già citata Geena Davis, nominate entrambe per l’Oscar, per ritrovarsi ad essere d’ispirazione, ancora oggi, per tutte le donne?

Reagiscono. Nient’altro. Reagiscono all’ennesima violenza fisica o verbale in un mondo maschilista che le vuole, in quanto donne, vittime remissive. Reagiscono a comportamenti sessisti che quasi tutte le donne subiscono nel corso della loro vita. Reagiscono fino a diventare le «vendicatrici» di tutte le donne.

C’è donna che non ha mai sognato di mandare al diavolo il proprio compagno che assume sempre di più la postura di padre/padrone: «Tu sei mio marito non sei mio padre!» ed imbattersi subito dopo in un autostoppista di rara bellezza come Brad Pitt che gli regala una indimenticabile notte di passione? «Adesso so finalmente cos’è il sesso!» confida Thelma all’amica Louise.

Quante di noi, di fronte all’ennesimo fatto di cronaca nera in cui lo stupratore definisce consenziente la donna di cui ha abusato, non ha mai sentito dentro di sé la rabbia che spinge Louise a difendere l’amica in lacrime sul punto di essere violentata: «Quando una donna piange così non si sta divertendo affatto!»

E infine esiste donna che almeno una volta nella vita non abbia dovuto subire per strada approcci indesiderati di uomini con gesti osceni o battute volgari e che non avrebbe voluto essere al posto delle nostre eroine che si ribellano al rozzo camionista molestatore «Come ti sentiresti se qualcuno facesse questo a tua madre, tua sorella, tua moglie?»

Ridley Scott fa esplodere il sessismo tappa dopo tappa di un viaggio che inizia con un il famoso selfie delle due amiche, anche questo diventato iconico come la Thunderbilt verde decappottabile su cui viaggiano, tenendo sempre premuto il pedale dell’acceleratore verso la libertà, per arrivare alla fine di un percorso che è quello della rivalsa delle due donne non soltanto verso i singoli uomini che trovano sulla loro strada ma verso l’arrogante ed impunita oppressione di tutto il genere maschile.

«Se l’è cercata»

L’autostoppista J.D., interpretato da Brad Pitt, a cui Thelma da un passaggio attratta dalla sua bellezza, non esita a scappare con tutti i suoi soldi dopo aver passato la notte con lei. Ma mentre per J.D. il sesso è un piacere reciproco e cerca dunque di sedurre la donna per ottenere ció che vuole, il cowboy Harlan, invece, incontrato in un pub durante una tappa del viaggio, usa la forza per ottenere ciò che per lui è soltanto un proprio soddisfacimento personale.

Thelma dice «No» all’uomo che pretende di averla, piange, urla. Niente lo ferma. La Donna ha un solo «dovere»: soggiacere al volere del Maschio dominante. È’ l’antica legge del più forte e la Donna, si sa, è il sesso debole… Solo l’intervento di Louise riesce a fermarlo. Davanti all’amica che sta per essere violentata vede riaffiorare in lei qualcosa che ha sempre cercato di dimenticare: è stata stuprata e non vuole che anche lei subisca il suo stesso dolore e, in un impeto di rabbia, gli spara.

«Quello mi stava facendo del male e, se non arrivavi tu, me ne avrebbe fatto di più e probabilmente non gli sarebbe successo nulla. Tutti mi hanno visto ballare con lui quella sera avrebbero detto che me l’ero cercata e la mia vita sarebbe peggiore di quanto non lo era già».

«Se l’è cercata» il solito mantra che fa sanguinare le orecchie di ogni donna. Alle due amiche che conoscono bene questo mantra e che sanno che viene ripetuto da sempre ad ogni donna che «osa» ribellarsi al Maschio dominante, non rimane altro che fuggire braccate dalla polizia. La loro fuga si ferma soltanto quando si trovano davanti il vuoto del Gran Canyon.

Quel pedale dell’emancipazione femminile

Trent'anni di Thelma & Louise, il film cult di Ridley ScottAltamente simbolico il finale: 24 auto della polizia con uomini armati fino ai denti pronti a sparare sulle due donne inermi. L’ispettore Hal Slocumb, interpretato da Harvey Keitel ė l’unico Uomo che difende le due donne e, metaforicamente, tutte le Donne. L’unico Uomo che, diversamente dagli altri poliziotti e dagli altri uomini presenti nel film, si rende conto del male che stanno facendo loro. Nelle ultime parole che urla nel vano tentativo di far deporre le armi ai colleghi non è ardito scorgere il pensiero dello stesso regista: «Quante volte, questa donna deve ancora subire violenza?».

Thelma & Louise sono donne che reagiscono alle violenze degli uomini. Eppure, continuano a subirle. Lo stesso finale lo dimostra: tutto è contro di loro, gli uomini, la giustizia, la stessa società, per il semplice fatto di essersi ribellate alla brutalità dei maschi che le circondano. E dando uno sguardo ai fatti di cronaca nera ci rendiamo conto di quanto la pellicola sia incredibilmente attuale ancora oggi.

Il viaggio delle due donne è una spinta continua sul pedale dell’emancipazione femminile, s’immolano per la causa delle sorelle spingendo un ultima volta il pedale dell’acceleratore poiché il non farlo significherebbe ritornare in un mondo di maschilismo immutabile. «Vedi, è come se fosse scattato qualcosa in me» – recita Thelma «Non ce la farei più, capisci, a vivere come prima».

Decidono di non esserci più per rimanere per sempre libere nell’immaginario cinematografico femminile delle generazioni future. E più del volo liberatorio finale nel Gran Canyon, ci rimarrà per sempre negli occhi l’immagine di Thelma & Louise che cantano con il vento tra i capelli, con il piede sempre tenuto sul pedale dell’acceleratore, quel loro momento di perfetta felicità alla ricerca della libertà più pura…

«Mi sento sveglissima. Non mi sono mai sentita così, capisci? Tutto mi sembra diverso…ti senti anche tu così? Come se avessimo un futuro a cui guardare?»

Hanno dato la voce al sogno di libertà di ogni donna, in una realtà che, invece, da sempre impone una disparità di genere da accettare per le donne e da pretendere per gli uomini . Ma prima che questo sogno si realizzi davvero «Quante volte questa donna deve ancora subire violenza?»

Angela Alizzi

 

 

Le pellicole delle quali vi abbiamo parlato

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