AL CINEMA: QUENTIN TARANTINO

C’era una volta a…
Hollywood

 

Quando vedo i film di Tarantino ho sempre la sensazione che sia un uomo fortunato perché si evince chiaramente che fa un lavoro che gli piace. Il cinema è arte e sentimento e Tarantino trabocca di amore per il cinema in ogni sua produzione. Lo immagino da bambino nel buio di una sala con il naso all’insù stregato ed affascinato dalla magia del cinema.

C’era una volta a…Hollywood è, a mio avviso, una delle opere di Tarantino più riuscite, potremmo definirla un omaggio del grande regista al suo amato cinema italiano dai tempi in cui, da commesso di una videoteca, rimase affascinato dagli spaghetti-western di Leone e Corbucci.

Il protagonista Rick Dalton, chiaro riferimento alla carriera di Clint Eastwood, e la sua controfigura fanno da sfondo al tragico eccidio di Cielo Drive in cui furono barbaramente uccisi Sharon Tate e altre tre persone dai seguaci della setta capitanata da Charles Manson.

È una fiaba amara, consapevole di esserlo, uno sguardo nostalgico di Quentin per un mondo che non c’è più, ma che sarebbe potuto essere una magnifica utopia se fosse stato un mondo giusto e se si fosse realizzato, mentre invece fu solo l’anticamera del dramma che conosciamo.

Il film è di una bellezza davvero bella, con il prevedibile e atteso colpo brutale e ribaltato dell’epilogo, dove vincono i vinti, come ha già sperimentato in «Bastardi senza gloria».

C’era una volta a Hollywood riconcilia con il Grande Cinema, diventando un’appassionata corsa verso una sfrenata vitalità destinata a estinguersi. O più semplicemente a cambiare identità.

Marco Biccheri

 

C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD di Quentin Tarantino. Con Leonardo Di Caprio, Brad Pitt e Margot Robbie

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