Autore: Gerardo Valentini

Meloni e Salvini, i due spauracchi della sinistra. Stavolta Berlusconi è risparmiato

Meloni e Salvini
i due spauracchi

  Com’era prevedibile con l’avvicinarsi della data delle urne sono aumentati gli attacchi sempre più beceri contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Cambiano i dettagli, ma lo schema resta quello: screditare a priori i leader della coalizione di Centrodestra. Usando come sommo esorcismo la politica estera. Vedi, in ultimo, la sortita con cui Enrico Letta

Carlo Calenda annuncia in Tv la decisione di stracciare il patto elettorale con il Pd

La «dolorosa»
scelta di Calenda

  Manco una settimana, dal 2 agosto in cui l’avevano ufficializzato in pompa magna, e il patto elettorale tra il Pd di Enrico Letta e Azione di Carlo Calenda è già finito. Stracciato pubblicamente, cioè a favore di telecamera, dallo stesso Calenda. L’occasione è stata la puntata di ieri di Mezz’ora in più, la trasmissione

La sinistra verso le elezioni con lo spauracchio Giorgia Meloni e il totem dell'agenda Draghi

Il potere, unico collante
di Pd & C.

  Le manovre della sinistra in vista delle elezioni del 25 settembre sono un pasticcio spaventoso. Risibile per un verso, inquietante per l’altro. Stanno mostrando, con estrema chiarezza, fino a che punto quel mondo sia malato. Mica per un malanno di stagione, legato alle circostanze e, in particolare, all’epilogo anticipato e improvviso della legislatura. Niente affatto:

Dietro l'omicidio di Civitanova il caso clinico di Ferlazzo

La follia di uno,
non le colpe di tutti

  La tragedia no, non si può negarla in nessun modo. E insieme alla tragedia la sua ributtante assurdità, perché nell’aggressione omicida compiuta da Filippo Ferlazzo ai danni Alika Ogorchukwu non c’è nemmeno l’ombra di una motivazione che possa attenuare le responsabilità dell’assassino. Né quelle penali, che sono lampanti e che dovranno portare a una

La sinistra cerca di appropriarsi dell'immagine di Draghi

Come ti sfrutto
l’autorevolezza del banchiere

  Bisogna riconoscerlo: il compito non era affatto facile. Ritoccare l’immagine pubblica di Mario Draghi per umanizzarla il più possibile, in modo da aggiungere alla celebratissima competenza tecnica delle doti meno aride e più accattivanti. Una sorta di restyling, per dirla in termini aziendali. Con un grosso problema che è al limite dell’insormontabile. Mario Draghi

Cosa si cela dietro gli elogi all'ex premier Mario Draghi

Un premier
dal cuore d’oro

  Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio e lo scioglimento delle Camere si moltiplicano le lodi a Mario Draghi, alla persona e all’operato del suo governo, con la speranza di dare vita ad un partito che ruoti intorno al suo nome. Gli esempi si sprecano. Ma vediamone solo tre. Per non perdere tempo. Per

Camere già sciolte ed elezioni politiche il 25 settembre

L’Italia il 25 settembre
torna a votare

  Lo scioglimento delle Camere e l’indizione delle elezioni politiche per il 25 settembre ha posto fine al Governo di Unità Nazionale. Un definizione altisonante ma posticcia. La sbandierata «unità nazionale» non c’è mai stata. Perché, semplicemente, non poteva esserci. I vari partiti, e i rispettivi elettorati, hanno idee, sensibilità e obiettivi diversi. Che si

Mario Draghi in parlamento il 20 luglio. Elezioni Politiche vicine

Addio, mister Draghi.
Bentornate Elezioni

  Chi rompe paga, e i cocci sono… nostri. Il «chi», in questo caso, è il M5S: che dal suo incredibile, inesauribile catalogo degli orrori ne ha tirato fuori un altro e ha spinto Draghi alle dimissioni. Consegnate a Mattarella. Respinte da Mattarella. Potenzialmente sarebbero soggette a ritiro, sulla base di una verifica parlamentare che

Italia al Centro, la creatura preelettorale di Giovanni Toti

Un posticino al Centro,
per essere rieletti

  Sabato 9 luglio si è tenuta a Roma la prima convention nazionale di Italia al Centro. Che ha il suo capofila nel governatore della Liguria Giovanni Toti, almeno per ora. E che aspira, appunto, a essere una nuova coalizione (l’ennesima…) in cui riunire partiti, partitini e personaggi sparsi che si collocano «al centro» della

Nome nuovo,
trucchetto vecchio

Hanno cambiato l’etichetta sulla scatola. Di nuovo. Da Ius Soli si era passati a Ius Culturae. E adesso c’è la terza versione: Ius Scholae. Che in effetti è all’incirca la stessa cosa dello Ius Culturae. Con quello stesso tocco di latino che mira a dare una lucidatina alla superficie. Così l’ottone sembra oro. Così si

L'astensionismo non risparmia le elezioni comunali

Perché non si vota più
nemmeno per il sindaco

  Il fenomeno dell’astensionismo è in crescita costante. L’ultima conferma è appena arrivata, con il secondo turno delle elezioni Amministrative: l’affluenza media, nei 59 Comuni in cui si è votato, è stata del 42,20 %. Ben al di sotto, quindi, del 50 per cento. Mentre al primo turno si era fermata poco al di sopra

Macron bocciato nel 2° turno delle politiche in Francia

Emmanuel Macron,
il presidente dimezzato

  Il secondo turno delle elezioni politiche in Francia del 19 giugno è stato decisamente amaro per Emmanuel Macron. La definizione Usa, in circostanze analoghe, è sarcastica: «anatra zoppa». Lo chiamano così, il Presidente che perde la maggioranza parlamentare. E che perciò, nonostante gli enormi poteri che la Costituzione americana gli attribuisce, non può più procedere