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Tra calo del petrolio
e crollo dei consumi

Covid-19. I benzinai annunciano chiusura dal 25 marzo

 

Alla fine anche le pompe di benzina chiudono per i contraccolpi dell’epidemia di Covid-19. Le associazioni di categoria Faib (Confesercenti), Fegica (Cisl), Figisc/Anisa (Confcommercio) hanno annunciato la chiusura delle stazioni di servizio a cominciare da domani.

Covid-19. Tra le conseguenze dell'epidemia il calo del petrolio e il crollo dei consumi di carburante

In una nota, rilasciata al varie agenzia stampa, dalle sigle dei gestori, si legge che «da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio.

Di conseguenza gli impianti di rifornimento carburanti semplicemente cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali, e via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria».

Una scelta, quella della serrata, che arriva con il petrolio sotto fortissima pressione a livello internazionale. Prezzi stracciati al barile grazie alla recessione prevista dai mercati (crollo dei futures sui barili), che poi sono quelli che fanno i prezzi.

In aggiunta a questa situazione il mancato accordo Russia-Arabia Saudita per la riduzione delle estrazioni di greggio. Da qui calo sensibile dei prezzi al minuto, alla pompa, che ha portato ad un assottigliamento del margine operativo degli esercenti.

Se poi si considera il crollo dei consumi del carburante dovuto al fermo sostanziale dei veicoli (meno 75% dei veicoli circolanti in media), allora la situazione, si capisce, diventa insostenibile.

Anche queste donne e questi uomini, non dovremmo mai dimenticarcelo, fino ad ora, hanno garantito un servizio essenziale.

Insomma più di 100mila sono i gestori in tuta, centomila piccoli grandi eroi che, assieme a cassiere di supermercato, tabaccai e lavoratori ancora attivi in tutte le filiere essenziali, garantiscono la sopravvivenza di ognuno di noi, dopo il personale sanitario.

I benzinai ora si vogliono far sentire, hanno visto calare gli incassi di oltre l’85%, i margini modestissimi, in assenza di volume, diventano da fame.

Anche i nostri governanti dovrebbero ricordarsene con qualche provvedimento di tutela di questi lavoratori o loro non mettono benzina?

Lino Rialti

 

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