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«Sol Indiges» tra street art
e suggestioni virgiliane

Pomezia, tra street art e suggestione virgiliane

 

Qualcosa sembra muoversi sul lato dello sviluppo dell’attività turistica nel territorio di Pomezia. Non solo l’amministrazione comunale sta lanciando il nuovo sito turistico della città, uno strumento per operatori del settore, cittadini e viaggiatori, che mira a valorizzarne la storia, le ricchezze archeologiche e naturalistiche, gli itinerari da percorrere e a fornire tutte le informazioni utili per visitare e vivere il territorio e le sue peculiarità.

Pomezia, tra street art e suggestione virgilianeMa è arrivato anche il riconoscimento per il Museo Civico Archeologico Lavinium (dove è esposta la strepitosa statua della Minerva Tritonia), per la prima volta inserito nel Museumgrandtour, il Sistema Museale Territoriale Castelli Romani e Prenestini.

In questo «risveglio», s’inserisce il progetto «Sol Indiges. Arte pubblica a Pomezia fra mito e futuro», derivante dalla collaborazione fra la Fondazione Pastificio Cerere ed il Comune, che come primo atto ha finanziato un murale dell’artista Agostino Iacurci (classe 1986, giovane e già pluripremiato).

Il murales «l’antiporta»

Pomezia, tra street art e suggestione virgilianeL’edificio della biblioteca comunale «Ugo Tognazzi», sito nel grazioso ed ombreggiato Largo Catone, è stato decorato da quest’opera di Urban Art che funge da ponte fra il mito di Enea, di cui è permeata tutta la zona, e la contemporaneità cittadina con le sue richieste di nuovi modi di espressione artistica.

Il murale s’intitola «L’antiporta», l’elemento architettonico che «immette nell’andito di accesso ad una seconda porta, mentre nel gergo tipografico indica la pagina che precede il frontespizio, specie nei libri antichi, che spesso ospita un ritratto o un’illustrazione allegorica».

Agostino Iacurci si è rifatto al libro VI dell’Eneide di Virgilio, dove la Sibilla Cumana predice ad Enea lo sbarco sul litorale laziale: l’antro della Sibilla conteneva cento porte, che si spalancavano all’unisono al momento del responso.

Il rimando al concetto di «porta» non finisce qui: sicuramente l’artista è stato suggestionato dall’Heroon di Enea, l’ingresso alla mitica tomba dell’eroe, conservato nel Museo Lavinium, dalle soglie che Virgilio e Dante attraversano nella Divina Commedia, dai passaggi arcaici all’Oltretomba, ed ha applicato questa suggestione al portone della biblioteca, indicandola come tempio e oracolo del sapere, in cui trovare risposte a tutte le domande.

Le navi di Enea

Pomezia, tra street art e suggestione virgilianePercorrendo il perimetro esterno dell’edificio, osserviamo una serie di navi che ricordano lo sbarco del troiano sul litorale di Torvajanica. Interessante notare che alcune di esse hanno la polena a forma di cavallo, un rimando ad una recentissima teoria secondo la quale il Cavallo di Troia sarebbe stato in realtà una nave fenicia molto diffusa a quei tempi, chiamata «Hippos».

Una fila di arcate dipinte inquadra il ramo d’oro che Enea utilizzò per la discesa agli Inferi e si alterna a busti di fanciulle poggiati su slanciate colonne, riferimento al ricco patrimonio archeologico della zona.

I siti archeologici trascurati

Il sito archeologico Sol Indigens nei pressi di PomeziaA Pomezia non mancano anche i «malumori» provocati dalla scelta dell’amministrazione di destinare dei fondi per la realizzazione del murale, mentre quasi tutti i siti archeologici versano in condizioni di incuria e abbandono.

Si fa l’esempio della villa di romana di via Siviglia a Torvajanica, completamente negletta, lo stesso santuario del Sol Indiges (il Sole Invitto), senza scavi né finanziamenti, e la duecentesca Torre Maggiore di Santa Palomba (sottoposta ad un vincolo ambientale da parte del Mibact che molto ha dato fastidio allo stesso Comune di Pomezia, in quanto proprio là caldeggiava la realizzazione dell’ennesimo comparto industriale).

Il progetto prosegue

Polemiche a parte, dal 3 al 16 ottobre, dopo la riapertura delle scuole, il progetto andrà avanti con l’iniziativa «Chiamata alle arti-Fare scuola». Recita la nota sul sito comunale: «L’artista Ivan porta il suo contributo in due scuole di Pomezia, mettendo il dispositivo artistico della poesia di strada al servizio dell’attualizzazione della memoria attraverso le scritture antiche di Virgilio e Dante, accanto alla storicizzazione di tratti espressivi e linguistici dal basso con il contributo di studenti e comunità.

I suoi interventi, che interesseranno il campo sportivo e il muro ad esso adiacente della Scuola secondaria di primo grado Orazio, le facciate della Scuola secondaria di primo grado Publio Virgilio Marone e le perimetrazioni metalliche di entrambi gli istituti, saranno l’esito di un processo partecipato che coinvolgerà studenti, insegnanti e familiari in un «censimento ideale e creativo della fantasia, della parola, della poesia».

Ivan realizzerà inoltre con gli studenti coinvolti uno spettacolo teatrale di rilettura del canto V dell’Inferno di Dante, presso il teatro dell’Istituto Comprensivo di via della Tecnica.

Susanna Ribeca

 

 

POMEZIA E I LUOGHI VIRGILIANI

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