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C’era una volta…
il Borgo di Pratica di Mare

Riaprire al pubblico il Borgo di Pratica di Mare

 

«C’era una volta… il Borgo di Pratica di Mare». L’uso dell’espressione non è casuale, perché il famoso regista Sergio Leone amò talmente tanto la località, ad un chilometro da Pomezia, da chiedere di essere sepolto nel piccolo cimitero attiguo. E anche Ugo Tognazzi, Carlo Verdone e altri esponenti dello spettacolo avevano l’abitudine, nelle sere d’estate, di farci un salto per mangiare un boccone al ristorante e passeggiare sotto i platani secolari, in una sorta di «Dolce Vita» tardiva, come migliaia di pometini, gli abitanti di Pomezia, hanno fatto per decenni.

Riaprire al pubblico il Borgo di Pratica di Mare Stiamo parlando di un luogo che gli scavi archeologici hanno permesso di localizzare come l’antica città di Lavinium, fondata, secondo il mito, da Enea. Il Borgo di Pratica di Mare, in realtà un grande castello costruito da Antonio da Sangallo il Giovane e di proprietà dei principi Borghese, sorgerebbe nella zona dell’acropoli dell’antica città latina.

La supposta tomba dell’eroe troiano sarebbe ubicata nella pianura ai suoi piedi, in un’area di culto denominata «I tredici Altari», che guarda verso la costa di Torvajanica: è qui che un tumulo, sulla base di una descrizione di Dionigi di Alicarnasso, sarebbe stato identificato come con l’Heroon di Enea, zona destinata al culto dell’eroe.

E il nucleo fondativo di Pomezia, voluta da Mussolini nel 1938 nell’ambito dell’ambiziosa Bonifica dell’Agro Pontino, e cioè piazza Indipendenza, fu allineato a quello che da sempre è considerata l’antica acropoli precorritrice dell’attuale città.

Oramai, dal 2016 il borgo è chiuso ai cittadini. La società Nova Lavinium spa della famiglia Borghese, con la scusa di lavori di ristrutturazione, chiuse con un cancello l’accesso alla struttura. Da allora, si è scatenata una vera e propria guerra, che dura da tre anni, a suon di carte bollate, una disfida a suon di «cancellate», i cui protagonisti sono i principi Borghese, l’associazione «Latium Vetus» e il Comune di Pomezia.

Il Comune ha da sempre sostenuto che la presenza di cantieri aperti aveva reso il Borgo di Pratica di Mare pericoloso. Inoltre, essendo l’intero luogo, strade comprese, di proprietà della Nova Lavinium, sarebbe spettato a quest’ultima decidere se riaprire o meno.

Per un uso pubblico delle vie del Borgo

La tesi ha trovato l’opposizione di alcuni cittadini, i quali si sono costituiti in associazione ed hanno cominciato una battaglia legale affinché Pratica di Mare tornasse fruibile al pubblico, accusando il Comune di non avere mai adottato una posizione limpida. Le strade interne al borgo, secondo l’associazione, sono da sempre ad uso pubblico e quindi il cancello deve essere riaperto.

Per dimostrarlo, hanno chiesto al catasto di far luce sulla proprietà delle strade. La risposta clamorosa è arrivata dopo alcune settimane ed ha «certificato» l’uso pubblico delle vie del borgo. Solo a quel punto il dirigente all’Urbanistica firmò un’ordinanza che imponeva alla società di aprire il varco e di eliminare i lavori realizzati sulle strade, perché sarebbero stati portati avanti senza autorizzazione.

Contemporaneamente, però, lo stesso sindaco Adriano Zuccalà (Movimento 5Stelle) decise di fare ricorso per stabilire di chi fosse la proprietà delle strade, in evidente contraddizione con la sua Giunta.

I Borghese hanno continuato a fare orecchie da mercante, finché non si è arrivati al 6 agosto 2020, l’atteso giorno della rimozione della cancellata. Ebbene, di fronte agli occhi increduli dei demolitori e dei cittadini, dietro il primo cancello ne è apparso un secondo, installato nottetempo, una rete elettrosaldata che ha sbarrato per l’ennesima volta l’accesso alle vie del castello.

La Nova Lavinium ha poi contrattaccato, presentando al Tar del Lazio l’istanza di sospensione avverso i provvedimenti comunali che intimavano la rimozione anche del «secondo cancello». Il 7 ottobre, però, il Tar ha respinto l’istanza di sospensione cautelare. Infine, il 17 ottobre, il cancello è stato rimosso, ma ora nuove transenne impediscono nuovamente di accedere alle strade.

Che dire? Il Borgo di Pratica di Mare è ancora chiuso, la disfida è finita su «Striscia la notizia» e, last but non least, i meravigliosi platani secolari sono stati abbattuti.

Annapaola Tangianu