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POMEZIA

Sull’agro romano incombe
il termovalorizzatore di Gualtieri

Un possibile esterno di termovalorizzatore (immagine tratta da Internet)

 

Dopo le indiscrezioni, i «depistaggi», il rincorrersi delle voci sul termovalorizzatore, il Comune di Roma ha scoperto le carte. In realtà è Ama spa, l’azienda dei rifiuti capitolina, ad avere aperto le danze il 18 ottobre, con l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, dell’acquisto di un terreno di 10 ettari a Santa Palomba per il trattamento dei rifiuti.

Come funziona un termovalorizzatore (disegno tratto dalla Internet)L’acquisizione avrebbe un costo di 7,5 milioni per un terreno oggi verde e di grande valenza, che verrebbe sconvolto per la realizzazione di un impianto sovrastimato rispetto alle necessità e fortemente penalizzante per gli abitanti del quadrante interessato.

L’area dove dovrebbe sorgere il termovalorizzatore si trova a poca distanza dalla discarica di Roncigliano, nel territorio del Comune di Albano, e sul confine con i Comuni di Ardea e di Pomezia; in teoria nell’estremo lembo del IX Municipio di Roma, in pratica vicino a luoghi abitati, ad insediamenti industriali di un certo peso ed alle pendici dei Castelli Romani.

Una sciagura per una zona di incanti paesaggistici, storici, naturali ed archeologici (sopravvissuti allo scempio perpetrato dalla speculazione), che sconta da sempre la vicinanza con la Capitale. La quale, con arroganza, è abituata a scaricarvi di tutto, compresa la spazzatura, simbolo di una raccolta dei rifiuti fallimentare e certamente non ecologica.

L’impianto, in grado di bruciare 600mila tonnellate di rifiuti l’anno, si insedierebbe in una superficie verde di valore, liberando la gran parte delle scorie combuste nell’aria. Attorno ci sono produzioni agricole di qualità, che sicuramente entreranno in una spirale distruttiva del sempre più ridotto Agro Romano.

I No al termovalorizzatore

I comitati sorti contro una tale catastrofe sono molti, fino ad adesso inascoltati dall’amministrazione Gualtieri, che va avanti per la sua strada sorda a qualsiasi obiezione, fra cui quella che la zona non è ricca di acqua come un termovalorizzatore richiederebbe: la speculazione è partita e non vuole fermarsi.

Proprio il 31 agosto, quando la mossa di Ama era ancora lontana, c’è stato un primo incontro voluto dal sindaco di Ardea Maurizio Cremonini, su richiesta delle associazioni del territorio, che ha coinvolto tutti i colleghi sindaci dei centri urbani limitrofi e di quelli direttamente interessati dagli impianti in questione: Albano, Marino, Nemi, Genzano, Lanuvio, Castel Gandolfo, Ariccia.

Tutti presenti nell’aula consiliare di Ardea, tranne il sindaco Cinque Stelle di Pomezia Adriano Zuccalà, «sfiduciato» sempre il 31 agosto dalle opposizioni, che hanno presentato le dimissioni dal notaio.

Fra maggio e giugno 2023 sono previste le elezioni comunali a Pomezia, una città che deve assolutamente darsi un cambio di rotta, dopo la fine della Cassa del Mezzogiorno e la creazione di un’economia legata al terziario ed al commercio, che sta di contro spopolando il centro cittadino di negozi e clienti.

La presenza del termovalorizzatore andrebbe ad aggravare, secondo noi, questa situazione, ostacolando quanto meno lo sviluppo turistico.

S.R.

 

CITTADINANZA ATTIVA

Non illudetevi, non eravamo lì per un selfie del 16 maggio 2022

 

 

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