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LA MANOVRA DI BILANCIO

Prove di dialogo
tra Meloni e Calenda

Possibile dialogo Meloni Calenda sulla manovra di bilancio

 

Una volta la chiamavano «opposizione costruttiva» poi con lo scadere della politica si passò al termine «aiutino», fino ad arrivare alla «stampella dei governi zoppicanti». Oggi, con la disponibilità del premer Giorgia Meloni di incontrare Carlo Calenda per parlare della manovra di bilancio, sembra che le cose siano cambiate e si possa aprire una fase nuova nella politica italiana.

I due leader del Terzo Polo Matteo Renzi e Carlo CalendaL’indubbia autorevolezza del Governo Meloni, supportata da un forte consenso popolare, ha fatto sì che la Premier abbia imboccato una strada di riforme, soprattutto politiche e non più tecniche.

È un messaggio importante. Finalmente si attuano le idee e non più i tecnicismi.

La manovra a molti è sembrata coerente, ovvero corretta e calibrata sulle possibilità effettive del «dare-avere»; tuttavia le opposizioni hanno gridato al vituperio definendo l’azione economica del Governo una «manovrina».

I distinguo di Calenda e Renzi

Se dai poli estremi era scontata una parafrasi del genere, l’asse Renzi/Calenda ha lavorato di «fioretto» riconoscendo le doti e le capacità di Giorgia Meloni, chiedendo un incontro colloquiale al fine di chiarire alcuni punti della manovra.

È chiaro che Azione e Italia Viva fanno il loro mestiere, ovvero acquisire visibilità innanzi ai propri elettori cercando di assumere autorevolezza sulla scena politica. Va detto che in campagna elettorale l’unica opposizione a non aver tuonato preventivamente contro un improbabile «rischio Fascismo» era stata solo quella di Renzi e Calenda.

Pur se divergenti da un punto di vista politico i due leader del Terzo Polo, hanno sempre espresso pensieri di rispetto e ammirazione per Giorgia Meloni, per la sua tenacia e per la sua capacità di parlare alla pancia del paese.

Discutere insieme della manovra

La prossima settimana ci sarà l’annunciato incontro, che secondo Calenda, servirà a non far cadere nelle mani di Salvini l’iniziativa politica. «Non ci sono oscure trame o promesse di ‘stampelle’ – ha affermato Calenda -, ma il normale dialogo che avviene in tutti paesi maturi tra maggioranza e opposizione. Cerchiamo di ‘normalizzare’ la politica italiana e di legarla ai contenuti».

«Incontrare il Governo sulla manovra – spiega Calenda – è importante. L’opposizione non si fa andando sempre in piazza ma proponendo alternative. E la politica non è una guerra perenne tra nemici ma un confronto tra avversari nell’interesse del paese. Ringrazio Giorgia Meloni per la disponibilità».

Lo scrive anche su Twitter Calenda, rilanciandolo sui quotidiani che parlano di una disponibilità della Premier a incontrare la prossima settimana il Terzo polo. Ovviamente all’ordine del giorno la Manovra economica. Di certo la coalizione di centro sta dando un segnale importante al Governo, ma anche il Presidente del Consiglio sta facendo altrettanto, ovvero far capire alla gente che la politica deve cambiare; che deve sparire quella rincorsa all’insulto gratuito ma soprattutto deve cambiare il modo di fare opposizione, non più basata su improbabili reminiscenze storiche e su presunti «peccati originali».

Dialogo, garbo e proposte. Questa è la strada che sta prendendo il nuovo asset governativo con buona pace di chi sa solo gridare e insultare, anche personalmente. L’apertura di un dialogo Meloni Calenda aprirà una nuova era?

Massimiliano Burri

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