OSTIA VERSO IL VOTO

Municipio X
una poltrona per nove

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Ostia va al voto. Anzi no, il Decimo Municipio di Roma va al voto, e la cosa cambia. Perché insieme ad Ostia voteranno anche Acilia, l’Infernetto, Casal Palocco e via discorrendo, per un totale di circa 300 mila abitanti, con percentuale di votanti che si attesta sui 140 mila. Ciò vuol dire che, novero di astenuti al voto permettendo, con circa il 30% si arriva sicuramente al ballottaggio.

Non è poco, e spieghiamo il perché andando a snocciolare liste e candidati presidenti più importanti. Non si parla più di centro-destra e centro-sinistra, e questa è già una notizia. Anzi. Il Pd si scinde da Sinistra Italiana, presentando il primo un senatore, Athos De Luca, il secondo un navigato politico del territorio, già consigliere in passato, Eugenio Bellomo. Percentuali bulgare bandite anche dai sondaggi.

Il centrodestra va al voto unito, sostenendo Monica Picca presidente, intorno al nome della quale hanno fatto sintesi sia Fratelli d’Italia, di cui è diretta espressione, che Forza Italia, Lega e Lista Marchini.

Dato per sicuro contendente al ballottaggio (ammessi gesti apotropaici di chi si sente rappresentato), il Movimento Cinque Stelle presenta Giuliana Di Pillo, in passato referente della sede centrale del Comune di Roma sulle attività dei tredici Municipi della Capitale, ivi incluso il Decimo. Ragion per cui il sindaco Virginia Raggi ha trovato una ottima candidata territoriale, ma perso una preziosa collaboratrice globale.

Plauso a parte va fatto ai ragazzi della sorprendente Casapound, che stanno aggregando migliaia di consensi intorno al nome di Luca Marsella. I social parlano molto di loro, tanto che lo stesso Mentana con La7 pare si sia interessato al movimento che li contraddistingue, intervistandone il leader e dandone spazio in televisione, media generalista per eccellenza che può dare lo spunto supplementare per una rincorsa che avrebbe dell’incredibile, praticamente mai accaduto in passato, verso un sogno chiamato successo.

Concludono le civiche di Franco De Donno, un sacerdote con velleità sociali, Marco Lombardi, Giovanni Fiori e Andrea Bozzi, quest’ultimo sostenuto addirittura da due liste.

Si voterà il 5 novembre, scadenza già fissata per un risultato che resta quanto mai incerto. Alle urne si prevede un consistente astensionismo, che dovrebbe dare un ulteriore alone di precarietà a sondaggi e previsioni. Dopo due anni e mezzo di commissariamento, comunque, i cittadini lidensi meritano una rappresentanza democratica. È quindi il caso di dire che, comunque vada, sarà un successo.

Carmine D’Urso

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