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COERENZA A CINQUE STELLE

«Contrordine grillini,
era un momento differente»

 

L’abbraccio del Movimento Cinque Stelle con il fino-a-ieri odiato Partito democratico è stato stigmatizzato dal popolo delle rete con la pubblicazione di decine di video che riportano le dichiarazioni e gli insulti dei principali esponenti grillini nei confronti del Pd e dei suoi vertici. Nel video di copertina ne presentiamo una selezione, grandemente incompleta, riunita nella clip dal titolo «Era un momento differente».

La scelta di mantenersi attaccati alle poltrone governative e la consapevolezza di andare incontro, in caso di elezioni anticipate, ad una drastica riduzione del numero dei parlamentari ha spinto il partito di Grillo e Casaleggio a compiere la giravolta di 180 gradi.

Tuttavia non tutta la precedente componente governativa del M5S è riuscita a rimanere in sella. Se Di Maio, premiato con il Dicastero degli Esteri, sorride spensierato, insieme ad Alfonso Buonafede che mantiene il Ministro della Giustizia, perdono la poltrona gli ex ministri delle Infrastrutture Danilo Toninelli, della Difesa Elisabetta Trenta, dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, della Salute Giulia Grillo e delle politiche per il Sud Barbara Lezzi. Sia Trenta sia Toninelli hanno già espresso pubblicamente la delusione.

L’ex titolare della Difesa in un’intervista al Messaggero rivendica di essere stata «una delle persone che ha lottato più di tutti contro (il suo collega ministro ndr) Salvini». Poi con amarezza aggiunge: «Sapevo che il Movimento non mi avrebbe lasciato al ministero. (…) Voglio stare zitta perché in questo momento potrei dire di tutto e contro tutti (…) Non so se Luigi Di Maio mi abbia difeso, queste cose vanno valutate a freddo e non a caldo. Adesso ho mille pensieri contrastanti. E tanta rabbia».

Infine l’affondo: «Ma voglio fare io una domanda. Il ministero della Difesa è un ministero importante, il Viminale è un ministero altrettanto importante. È opportuno che ci siano due correnti politiche in entrambi i dicasteri? Siamo sicuri che i tecnici siano abbastanza tecnici?». “Il mio successore – spiega la Trenta – è del Pd. Quindi devo pensare che Lamorgese lo sia. Non so cosa dire. Anzi, non mi va più di parlare. Ho da fare».

Danilo Toninelli, ricorda come la sua autodefinita «rivoluzione autostradale», lo abbia messo in contrasto con la Lega e gli sia costata durissimi attacchi personali.

Il sistema – scrive l’ex ministro sulla sua pagina Facebook – ha reagito con una campagna mediatica scientificamente pianificata contro la mia persona. Ma non importa: sapevo di essere nel giusto. Nel frattempo, abbiamo bloccato grandissima parte degli aumenti dei pedaggi per tutta la durata del mio mandato e abbiamo dato all’Autorità dei trasporti il potere di creare un nuovo sistema tariffario che dal 2020 farà anche scendere i costi al casello». Sarebbe interessante sapere se il sistema a cui allude Toninelli comprenda o meno anche Zingaretti-Gualtieri e Grillo-Casaleggio.

Marco Scauro

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