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Possibile un nuovo accordo
con il rientro degli Usa

Sul nucleare iraniano possibile un nuovo accordo con gli Usa

 

Gli Usa potrebbero rientrare nell’accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015 e da cui erano usciti due anni più tardi per volontà dell’ex presidente Donald Trump.

Sul nucleare iraniano possibile un nuovo accordo con gli UsaAl termine dei nuovi colloqui che si sono tenuti a Vienna il capo della delegazione russa, l’ambasciatore Mikhail Ulyanov, in uno slancio di ottimismo ha infatti auspicato che entro tre settimane possano essere concluse le trattative.

Un obiettivo che, se raggiunto, potrebbe rilanciare le ambizioni dei moderati iraniani, legato al presidente uscente Hassan Rohani, in vista delle elezioni del prossimo 18 giugno che vedono invece i fondamentalisti ostili al dialogo con Washington in netto vantaggio.

L’accordo sul nucleare iraniano era stato sottoscritto da Teheran e dal gruppo dei 5+1, ovvero i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu: Usa, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina più la Germania.

Dopo l’uscita di Washington l’Iran è tornato a sviluppare il suo programma nucleare in modo autonomo pur rispettando quanto concordato come più volte osservato dagli esperi dell’Aiea.

I nuovi colloqui si svolgono con la mediazione dell’Ue e l’assenza degli Usa con la Russia che principalmente si sta spendendo per una nuova intesa.

E tutti, secondo Ulyanov, «hanno notato i progressi indiscutibili» dei negoziati. In tre tavoli separati, gli sherpa continueranno a riunirsi senza sosta per tradurre in concreto «gli elementi del futuro accordo», compresa la fine dell’embargo imposto dal 2018 da Donald Trump, in vista di un nuovo vertice politico a fine settimana.

Anche Washington starebbe lavorando dietro le quinte per favorire una nuova intesa, con il presidente Joe Biden, secondo indiscrezioni dei media israeliani, avrebbe incontrato venerdì scorso il capo del Mossad, Yossi Cohen, inviato a Washington dal premier Benjamin Netanyahu insieme al consigliere per la Sicurezza nazionale Meir Ben Shabat per cercare di frenare le aperture verso Teheran.

Fabrizio Di Ernesto