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Vince Pedro Castillo,
il marxista «reazionario»

Pedro Castillo sarà il nuovo presidente del Perù

 

Con lo scrutinio fermo al 99,998% dei voti il marxista Pedro Castillo di Perù Libre appare come il nuovo presidente del paese indiolatino con il 50,204% delle preferenze battendo per un soffio Keiko Fujimori, espressione della aristocrazia e della borghesia locale.

Pedro Castillo sarà il nuovo presidente del PerùLa conferma ufficiale ancora non c’è anche perché la destra sta già denunciando presunti brogli ed annunciato ricorsi, ma intanto sono già arrivate le prime congratulazioni al presidente in pectore.

Il primo è stato il presidente argentino Alberto Fernandez che tramite il popolare social network Twitter ha rivelato di essersi congratulato con «Pedro Castillo, presidente eletto del Perù».

Anche l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva si è rallegrato con il leader della sinistra in anticipo. Per il leader del Partito dei Lavoratori (Pt), la vittoria di Castillo è un «avanzamento nella lotta popolare dell’America Latina».

Per il momento i leader progressisti europei preferiscono aspettare anche perché Castillo a livello di diritti civili si pone su posizioni molto distanti da quelle del Partito socialista europeo.

Il politico peruviano è infatti molto religioso, si è definito strenuo difensore delle tradizioni del proprio territorio e soprattutto è contrario all’aborto e a tutta la deriva arcobaleno legato all’ideologia Lgbt.

All’inizio dello spoglio la sfida per Casa de Pizzarro a Lima sembrava essere a vantaggio di Keiko Fujimori anche se non appena sono iniziati ad arrivati i risultati delle zone più rurali del paese Pedro Castillo è riuscito a recuperare terreno e accumulare fino a quasi 100mila voti di vantaggio, scesi poi a circa 70mila.

Castillo ha vinto in 16 delle 25 regioni fra le più povere del Perù, contro le nove conquistate dalla rivale, che ha però trionfato in quella di Lima, dove vive un terzo della popolazione nazionale.

La vittoria del professore marxista ha subito allarmato i mercati tanto che il responsabile dell’equipe economica che accompagna Pedro Castillo, Pedro Francke, ha diffuso un comunicato in cui assicura che «rispetteremo l’autonomia della Banca centrale che ha fatto un buon lavoro mantenendo l’inflazione bassa per più di due decenni.

Ribadiamo che non consideriamo nel nostro piano economico nazionalizzazioni, espropri, confische di risparmi, controlli sui cambi, controlli sui prezzi o divieto di importazioni».

Fabrizio Di Ernesto