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Preoccupazione in Europa
per le tensioni tra Mosca e Kiev

Ucraina.150mila soldati russi accerchiano il paese

 

Cresce la tensione al confine tra Russia e Ucraina e l’Unione Europea inizia a manifestare la propria preoccupazione per una situazione che potrebbe a breve degenerare pericolosamente.

Ucraina. 150mila soldati russi accerchiano il paeseAd allertare Bruxelles la presenza di almeno 150mila truppe russe concentrate al confine con l’Ucraina, «il numero più alto di sempre, mentre nell’area al confine col Donbass Mosca continua a trasferire carri armati, artiglieria e ospedali da campo» come riferisce l’Alto rappresentante dell’Unione europea, Josep Borrell, che definisce la situazione «molto preoccupante».

Al termine di una riunione svoltasi ieri, lunedì 19 aprile, con i 27 capi delle diplomazie dell’Unione, a cui ha eccezionalmente partecipato anche il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, l’Alto rappresentante è tornato a rivolgere a Mosca un appello per allentare la tensione anche se per il momento non sono state varate nuove sanzioni.

La Ue continua a sperare in una soluzione diplomatica della vicenda affidandosi al lavoro di mediazione che stanno portando avanti Angela Merkel e Emmanuel Macron, che guidano i negoziati del formato Normandia, continuando a parlare di dialogo nel solco degli accordi di Minsk, e di un cessate il fuoco nell’area ad est, che in questi anni non c’è mai stato davvero.

Come spesso accade in queste vicende l’Europa si presenta divisa; da un lato, infatti, ci sono i paesi usciti dalla dittatura comunista, Polonia e Paesi baltici in primis, che avrebbero voluto far partire fin da subito il lavoro per nuove misure restrittive contro le manovre russe mentre i paesi «occidentali» preferiscono temporeggiare.

Il gasdotto «Nord Stream 2»

A tal proposito il ministro degli Esteri spagnolo Arancha Gonzalez Laya, ha spiegato: «Non vogliamo un conflitto, ma sia l’Ue che la Nato devono essere preparate ad affrontare possibili nuove provocazioni».

Di fronte alle dichiarazioni di appoggio a Kiev dell’Unione europea, rinnovate anche ieri da Borrell, e dell’’amministrazione Biden, Putin potrebbe voler in realtà mettere alla prova gli alleati e capire fino a che punto vogliano spingersi per aiutare il presidente Volodymyr Zelensky, che bussa alle porte dell’Unione e dell’Alleanza atlantica chiedendo di entrare.

Alle ragioni politiche però si contrappongono quelle economico-energetiche, su tutte il Nord Stream 2 il gasdotto in costruzione che attraversa il Baltico collegando la Russia alla Germania. Un progetto a cui Berlino, nonostante la pressione degli Stati Uniti e della stessa Ucraina, non vuole rinunciare. E che potrebbe diventare una leva nelle mani russe per dividere gli occidentali.

Non a caso il presidente del partito popolare europeo, il polacco Donald Tusk, ha messo in guardia: «Se veramente si vuole fermare l’aggressione russa in Ucraina, è necessario fermare il Nord Stream 2». Più facile a dirsi che a farsi però.

Fabrizio Di Ernesto