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Un’enorme nube nera
sopra le case di Valle Galeria

Un disastro ambientale l'incendio del Tmb di Malagrotta

 

Il grande incendio che si è sviluppato nel tardo pomeriggio di ieri nell’impianto per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (Tmb) di Malagrotta è sotto controllo ma non è ancora domato.

Un disastro ambientale l'incendio del Tmb di MalagrottaUna sessantina di Vigili del Fuoco hanno operato tutta la notte per evitare che le fiamme si propagassero all’esterno dell’impianto.

A prendere fuoco sono state «tonnellate di rifiuti solidi urbani» – ha spiegato il portavoce dei Vigili del Fuoco – tantissimo materiale che i nostri uomini sono impegnati a smassare ed allargare, per entrare con l’acqua in profondità. Un lavoro lungo e lento, un’operazione delicata».

La spaventosa nube nera che si era sviluppata sopra le case del quartiere ho spinto gli abitanti del quartiere a restare in casa con le finestre ben chiuse, prima ancora che arrivassero le ordinanze dei Comuni di Roma e Fiumicino e le raccomandazioni dei Municipi XII e XIII.

L’ordinanza capitolina

Un disastro ambientale l'incendio del Tmb di MalagrottaL’ordinanza capitolina vieta il consumo degli alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell’area individuata e dispone il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile, oltre a quello di utilizzare foraggi e cereali raccolti in un raggio di sei chilometri.

Sospese anche le attività educativo-didattiche e quelle ludico, ricreative e sportive dei servizi educativi e dell’infanzia. Compresi i centri estivi, pubblici e privati.

A titolo precauzionale si raccomanda inoltre alla popolazione presente nel raggio di un chilometro dalla zona dell’incendio di non sostare nei pressi dell’area interessata dall’incendio; di mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti e di non utilizzare al momento i condizionatori d’aria. Si fa anche presente che nella zona interessata dal rogo, saranno possibili interruzioni di luce, gas e acqua.

Il monitoraggio dell’Arpa

L’ Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio sta monitorando le condizioni dell’area nella zona. «I risultati – ha spiegato il direttore generale di Arpa Lazio Marco Lupo − saranno disponibili da domani e forniranno indicazioni per tarare misure specifiche».

Sono molte le note giunte sul grave incidente che aggrava la già deficitaria situazione dei rifiuti della Capitale. «Ad essere colpito dal rogo è un Tmb che trattava 5.400 tonnellate alla settimana – ha spigato il sindaco Roberto Gualtieri in un breve discorso tenuto in Aula Giulio Cesare – e purtroppo ha subito danni strutturali che lo rendono momentaneamente inutilizzabile. L’altro impianto, distante e autonomo, ne tratta 4.000 e per fortuna è indenne, contiamo di farlo tornare a regime molto presto». Nel frattempo in città c’è un problema impiantistico perché la capitale già scontava gli effetti di un altro incendio, avvenuto nel 2018, in quel caso sul Tmb Salario».

Un disastro ambientale 

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni si augura la convocazione immediata del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e chiede al Ministro della Transizione ecologica Cingolani, al presidente della Regione Lazio Zingaretti e al sindaco di Roma di dare informazioni chiare ai cittadini, in particolare coloro che vivono nella già martoriata Valle Galeria, e di spiegare cosa intendano fare per evitare che la Capitale viva un nuovo incubo rifiuti».

Secondo l’ex sindaco di Roma Giovanni Alemanno «il disastro ambientale che si è prodotto con l’incendio del Tmb di Malagrotta avrà un duplice impatto devastante sulla città. Da un lato un enorme emissione di diossina che inquinerà per lungo tempo l’aria. Dall’altro lato il colpo finale alla già devastata raccolta rifiuti di Roma.

Quando un impianto di questa importanza viene distrutto tutta la logistica dei rifiuti entra in crisi e la raccolta diventa molto più difficile e costosa. Prepariamoci a vedere i nostri cassonetti stracolmi. Il Sindaco Gualtieri deve rispondere di questa situazione se non altro per l’inadeguata vigilanza dell’impianto e il Governo deve subito nominare un Commissario per gestire questa grave emergenza».

La magistratura si appresta intanto ad aprire un fascicolo di indagine affidando ai tecnici gli accertamenti per verificare la natura dolosa o colposa del rogo.

Indignazione e rabbia sono stati espressi dagli abitanti dell’area di Valle Galeria. «Siamo indignati e arrabbiati – ha detto all’Adnkronos Claudio Fetoni, portavoce del Comitato Valle Galeria Libera – possiamo dire solo grazie ai Vigili del fuoco che hanno fatto di tutto per contenere le fiamme. Forse non tutti sanno che alle spalle dell’impianto in fiamme vi è un deposito del gas, non voglio immaginare le conseguenze di una sua esplosione».

Marco Scauro

 

 

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