TRA FAKE E NON-FAKE
Violenta moglie e cognata
e si barrica sul tetto

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È noto che sui social network circolano anche delle notizie inventate, gonfiate o distorte. Il fenomeno non è esteso quanto vorrebbe far credere la presidente della Camera e in ogni caso le fake news di Internet ci appaiono nel complesso meno «dannose» delle notizie filtrate dai media «ufficiali», le reti televisive e i grandi quotidiani. Inoltre, per difendersi efficacemente, basta osservare la semplice vecchia regola del giornalismo: verificare la fonte. Quanto vedo un post di Facebook interessante, ma inserito in un contesto poco convincente, faccio delle verifiche incrociate con i motori di ricerca e così risalgo sempre alla reale portata della notizia.

È quello che ho fatto ieri con due post di Facebook, che riportavano notizie estremamente gravi, riguardanti altrettanti avvenimenti aventi come protagonisti due medio-orientali. La prima titolava «Algerino violenta moglie e cognata e si barrica sul tetto» e la seconda «Taglia le dita alla moglie per non farla studiare».

Dalla verifica, la prima notizia risultata vera. È accaduta purtroppo nel nostro Paese, il 23 agosto scorso a Jesolo in provincia di Venezia. Mercoledì mattina un quarantenne algerino dopo avere legato, picchiato e violentato moglie e cognata, è salito sul tetto della sua abitazione in piazza Milano, dicendo che voleva suicidarsi. Con sé ha portato anche il coltello con cui aveva minacciato le due donne stuprate e una bottiglia. Ubriaco e visibilmente alterato, l’uomo ha lanciato a terra alcune tegole del tetto e banconote, chiedendo che qualcuno andasse a comprargli le sigarette, gridando: «Mi uccido». Poi, improvvisamente, intorno alle 14 ha preso la rincorsa e si è buttato dal tetto, sfracellandosi a terra dopo un volo di dieci metri. Trasportato prima all’ospedale di Jesolo e poi, viste le condizioni disperate, con un elicottero all’ospedale di Mestre dove è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico per le fratture al bacino, al cranio e agli arti. Qualcuno tra la folla dopo il volo ha applaudito. «Uno de manco» e «mitico» gli altri commenti.

Più drammatica, a mio avviso, è l’altra notizia, risultata anch’essa vera, ma «malposta» nel post di Facebook. Il taglio delle dita alla moglie affinché non studiasse è purtroppo accaduta, ma nel 2011 negli Emirati Arabi. Non in Italia, grazie a Dio! Questo il dettaglio della notizia ripresa da un quotidiano inglese: Un uomo di 30 anni, Rafiqul Islam, originario del Bangladesh, è stato arrestato per aver tagliato quattro dita della mano destra alla moglie Hawa Akhter di anni 21. La colpa di Hawa era quella di studiare e di apprendere. Un desiderio non accettato e non apprezzato dal marito il quale ha pensato di punirla. L’uomo ha legato e bendato la donna e annunciando che per lei era in arrivo «una sorpresa», ha afferrato il coltello e le ha reciso le dita.

L’uomo è stato arrestato appena giunto in Bangladesh con l’accusa di mutilazioni aggravate permanenti. Si è difeso dicendo di aver agito per gelosia. Non sopportava che la moglie studiasse e potesse essere molto più intelligente di lui. Per quanto riguarda Hawa, salvata da peggior sorte per l’intervento tempestivo della sorella e del cognato, sta imparando a scrivere con la mano sinistra e vuole terminare i suoi studi e laurearsi».

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