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RANDAGISMO IN CRESCITA

Fido è ormai di famiglia
ma c’è chi ancora lo abbandona

Cresce in Italia il fenomeno del randagismo

 

Lo hanno annunciato nei comizi elettorali e ribadito sui social. Il Governo di Giorgia Meloni metterà mano anche alla legge sulla disciplina degli animali domestici.

Cani e gatti sono ormai di famiglia ma c'è ancora chi li abbandonaIn effetti quanto sopra è riportato nel programma della Lega e di Fratelli d’Italia. Entrambi vogliono migliorare le leggi che regolano la vita dei nostri amati animali domestici che, oramai, sono diventati, effettivi membri delle famiglie che li adottano. E se prima ci si sentiva i «padroni» oggi siamo un po’ tutti i «papa».

Il principale fenomeno da combattere è quello del Randagismo. Troppi animali, cani e gatti, vengono abbandonati dai loro umani, soprattutto nelle zone del Centro Sud, nonostante l’instancabile lavoro delle associazioni di volontariato.

Divario nord/sud nei dati sull’abbandono

Il problema sta crescendo a dismisura. Esiste ancora un divario enorme tra Nord e Sud Italia in tema di randagismo e i numeri ne sono la conferma.

L’ultimo rapporto di studio, del 2017, parlava di circa 500mila cani/gatti randagi in tutta la Penisola con la tendenza a decrescere nelle zone del Nord. Dei 98.596 cani presenti in Italia nei canili e rifugi il 67% si trova nel mezzogiorno, sono infatti oltre 66.200 i cani nel sud e nelle isole.

Nonostante l’obbligo del microchip e le pene severe per chi abbandona, purtroppo non si riesce a fare fronte a questo incivile fenomeno dilagante in tutta Italia. Segno che la legge 281/91 seppur considerata una delle migliori a livello europeo, non è riuscita ad arginare il fenomeno, oramai dilagante.

Gli esempi europei

In realtà occorrerebbe incidere a livello strutturale con provvedimenti ad hoc, prendendo spunto dalle altre nazioni europee.

In Olanda il problema dell’abbandono e del conseguente fenomeno di randagismo è stato risolto, vietando la compravendita di animali domestici ed incentivando da un punto di vista fiscale l’adozione stessa.

Anche la Francia ha emanato, recentemente, una normativa simile per cercare di contrastare il fenomeno.

Purtroppo, in Italia, il rimedio del microchip obbligatorio non è stato in grado di migliorare la situazione. Inesistenti i controlli, determinati dalla scarsità di personale.

Inoltre la carenza di strumenti adeguati alla trasmissione dei dati tra i veterinari e le strutture sanitarie ha fatto si che un cane o un gatto può tranquillamente esistere finché il proprietario non decide di sbarazzarsene.

Qualche proposta

Una soluzione potrebbe essere quella di inserire «Fido» o «Micio» nel nostro Stato di Famiglia, certificando così la sua presenza e quindi il monitoraggio dello stesso.

Offrire sgravi fiscali o bonus a chi adotta potrebbe essere un’altra soluzione, visto che comunque i costi di una animale avviato al locale canile di competenza e la sua relativa custodia sono alti e gravanti su tutti.

Anche la valorizzazione delle associazioni di volontariato potrebbe portare ad un maggiore efficienza, dando la possibilità di avere un vero e proprio strumento operativo su tutto il territorio nazionale.

Le sfide per questo nuovo Governo sono tante, dalle più urgenti a quelle migliorative per la nostra quotidianità. Di certo nessuno di noi vuole più assistere a quelle scene strazianti di animali vaganti nelle strade, spesso ammalati e denutriti, abbandonati all’oblio e con il rischio di causare incidenti. Anche questa è politica.

Massimiliano Burri

 

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