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Mentre un Referendum
ne chiede l’abolizione

Parte la stagione della caccia mentre un Referendum ne chiede l'abolizione

 

Ore 6,51, Gubbio, Umbria, mi svegliano tre spari in sequenza… poi un quarto. Già è il 19 settembre e c’è l’apertura generale della caccia.

Parte la stagione della caccia mentre un Referendum ne chiede l'abolizioneIeri avevo notato un silenzio di tomba: nessun cinguettio, nessun canto di uccelli. Che la siccità li abbia uccisi tutti, con i disastrosi cambiamenti climatici in atto, sia verosimile, ma forse sono l’istinto e il terrore dei sopravvissuti, a prevalere.

Molte specie sono in estinzione, altre di stanno modificando… la natura sa cosa fare. L’uomo no!

Continua a inquinare, a cementificare, a imporre la sua logica e il suo ordine, che nulla hanno di conservativo.

E poi, uccide, lo fa per gioco, per «passione». Non solo, ci sono interessi economici.

La lobby delle armi è forte, tanto che la Von Der Leyen, attuale presidente della Commissione europea, ha provato a parlare di «esenzione dall’Iva per l’acquisto di materiale da difesa sviluppato e prodotto in Europa». Mentre magari sarebbe meglio proporla sui beni di prima necessità, non credete?

E poi ci sono gli interessi politici, perché i cacciatori sono organizzati e, loro sì, vanno a votare…

I cacciatori sono furbi, attenti, non sottovalutano la paura e l’ignoranza della gente: il lupo è sempre a caccia di Cappuccetto Rosso, gli orsi sono feroci e pericolosi, i nocivi distruggono tutto e provocano incidenti!

Della realtà distorta della gestione fallimentare dei cinghiali, ne vogliamo parlare? Più gli sparano e più aumentano, ma questa è caccia di selezione, tutto un altro capitolo.

Innegabili, invece, i problemi legati alla pubblica incolumità per chi vive in campagna o chi usufruisce di aree boschive e rupestri, comprendendo anche gli animali domestici.

Ogni stagione venatoria presenta un conto, importante, in termini di vittime, morti e feriti tra cacciatori e non.

Intanto vengono segnalate specie a rischio, attualmente cacciabili, quali tortora, beccaccia, pavoncella, pernice bianca, coturnice, allodola, moriglione, eccetera. E la stagione venatoria vede in Ue la dispersione di circa 25mila tonnellate di piombo da cartucce.

Un Referendum da firmare anche on line

Intanto ambientalisti e animalisti, sono riusciti a «questionare» sul Referendum abrogativo di una crudele e desueta pratica come la caccia, presentando, però, un’ottima proposta di abrogazione parziale, solo in relazione all’attività venatoria, della legge 157/92 «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio».

Per chi non lo sa, fino al 20 ottobre, è possibile firmare per il referendum per l’abolizione della caccia.

Lo si può fare in ogni Comune, nei banchetti organizzati dai volontari sui territori, e, novità molto importante si può firmare anche on line.

La raccolta delle 500mila darà poi la possibilità ad ognuno di votare e scegliere tra la vita e la morte di tante creature innocenti.

Ernesta Cambiotti