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Sit-in AlmaWorkers
davanti alla Prefettura

Vertenza Almaviva Milano. 15 febbraio sit-in in Prefettura

 

Dopo il presidio del 15 gennaio davanti alla sede del Consiglio regionale della Lombardia e le interlocuzioni istituzionali aperte dalla loro mobilitazione, le lavoratrici e i lavoratori autorganizzati di Almaviva hanno organizzato per lunedì 8 febbraio un sit-in davanti alla Prefettura di Milano.

Vertenza Almaviva Milano. 15 febbraio sit-in in PrefetturaGli AlmaWorkers chiedono l’apertura urgente di un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico (Mise) per trovare una soluzione tra tutte le parti interessate che garantisca la stabilità occupazionale del sito di Segrate.

Attualmente sono una cinquantina i dipendenti che Almaviva Milano ha posto illegittimamente in cassa integrazione a zero ore senza rotazione, per aver rifiutato il passaggio a Covisian in seguito a un cambio appalto.

È facile prevedere che quando verrà revocato il blocco dei licenziamenti, al momento prorogato fino al 31 marzo, gli stessi verranno individuati dall’azienda come «esuberi».

Il peso della grave situazione venutasi a creare in Almaviva Milano grava in realtà su tutti i lavoratori del sito a prescindere dalle commesse di appartenenza.

La legge che regola le procedure di licenziamento collettivo vincola infatti a precisi criteri (anzianità di servizio, carichi famigliari, eccetera) la scelta del personale da porre in mobilità.

Il quadro è ulteriormente aggravato dall’imminente scadenza di importanti commesse come Trenitalia e WindTre oltre che dal riserbo che l’azienda continua a mantenere sul piano di rilancio industriale del sito di Milano-Segrate.

«È necessario trovare una soluzione condivisa – si legge nel comunicato di AlmaWorkers – che garantisca continuità produttiva e stabilità occupazionale sull’intero sito e dia applicazione al criterio di rotazione nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali».

Un problema che va al di là del sola urgente ritorno in servizio dei cinquanta dipendenti del sito di Segrate.

S.R.

 

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