SELCI

Un percorso d’arte
a cielo aperto

 

Da ben quattro anni il piccolo comune sabino, Selci, è divenuto il fulcro di un nuovo progetto che consente l’unione tra vecchio e nuovo. Infatti, grazie all’associazione Kill The Pig, si è pensato di arricchire questo borgo attraverso la formula di Residenza d’Arte rendendolo «percorso d’arte a cielo aperto». Il progetto ha preso il nome di «Pubblica», che deriva dal termine latino res-publica (cosa di tutti). Ed è proprio con questo spirito che nasce quest’idea, a cura di Carlo Vignapiano ed Elena Nicolini, ovvero la voglia di valorizzare lo spazio pubblico attraverso le nuove forme dell’arte iper-contemporanea. Spinti dalla curiosità di conoscere meglio questa iniziativa, noi di Edicolaweb.tv, abbiamo intervistato Carlo Vignapiano.

Ciao Carlo, iniziamo subito dal nocciolo della questione: come è nato il progetto Pubblica? Pubblica nasce nel 2014 da un’idea della Kill The Pig, ma si manifesta attivamente solo nel giugno 2015 grazie ad un intervento studiato per entrare in contatto con la comunità di Selci. Un primo impegno nel quale calibrare le nostre operatività ed al contempo conoscere le diverse esigenze del territorio, sia culturali che nel più specifico ambiente dell’arte contemporanea.

In cosa consiste nello specifico? Il progetto incarna un vero e proprio laboratorio creativo itinerante strutturato per ospitare le diverse entità artistiche ed accompagnarle nei singoli interventi d’arte pubblica. Un’inedita ma fruttuosa Officina dell’arte che fonda le proprie ricerche sull’incontro e la conoscenza tra gli artisti provenienti da ogni parte del mondo e le singole realtà del territorio. Diego Ritmo, Fio Silva, Luis Gomez, Marcy, Emmeu, Solo, Diamond, Mirco Marcacci, David Petroni, Gonzalo Borondo, Riky Boy, Jerico, Gutan e Giorgio Bartocci, sono solo alcuni dei tanti artisti che hanno sposato il nostro progetto.

Secondo te, e dunque la Kill The Pig, come può l’Arte Urbana valorizzare il territorio e perché avete scelto come tester proprio un comune piccolo come Selci? Seppur intrisa di molte letture sociali la residenza Pubblica è frutto di una reale necessità di confrontarsi con l’intera esperienza artistica internazionale senza eseguire una distinzione tra le poetiche dell’arte pubblica e quelle dell’arte contemporanea. Un processo proteso nel tempo che definisce ogni nostro intervento come possibile origine di maturazioni culturali ed artistiche di singoli o collettivi impegnati sul territorio. In questo processo, il piccolo centro di Selci ha rappresentato e rappresenta il luogo ideale per tali indagini, permettendo il libero confronto tra le tematiche e stili di tutti gli artisti chiamati a partecipare.

Quanto tempo è durato il vostro lavoro a Selci? In realtà il nostro progetto non ha una scadenza o una data di fine perché, in assoluta coerenza con la formula della residenza, Pubblica non prevede una reale chiusura nei confronti dei territori già affrontati; si muove tra diversi comuni mantenendo una costante attenzione nei confronti di possibili aggiornamenti del percorso già iniziato.

Come è stata la reazione degli abitanti davanti a questa «rivoluzione» del loro comune? Si è creato subito un legame o inizialmente c’era un po’ di diffidenza? Alcuni residenti hanno partecipato da subito all’intero processo ed altri si sono goduti la creazione delle opere seduti sulle panchine sotto casa, instaurando però un dialogo tra gli autori, gli addetti ai lavori e le figure istituzionali legate al progetto. Inizialmente visti come veri e propri alieni abbiamo, durante le diverse fasi di lavoro, potuto godere dei favori ed aiuti dell’intera comunità. Processo intenso al punto da permettere l’Inserimento di diverse figure del territorio all’interno del nucleo operativo. Ad esempio, Andrea Canolintas, giovane studente di Selci, inizialmente ci ha supportato nelle attività turistiche e formative della residenza, oggi invece è divenuto per noi un importante referente per le nuove azioni del progetto.

Quali saranno le vostre prossime iniziative? Sempre all’interno del percorso Pubblica sono in preparazione diversi interventi distribuiti sul territorio. Ad esempio, un lavoro a firma di Giorgio Bartocci realizzato su di una struttura simbolo del comune di Gallese e un prossimo lungo impegno studiato per il comune di Capranica che vedrà diverse esecuzioni di artisti provenienti da ogni parte del mondo incentrati sulla riconversione di alcuni elementi storici del prezioso comune.

Giulia Savi

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