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Non trasformiamo la città
nella pattumiera d’Italia

Il sindaco Stirati favorevole all'utilizzo al Css nelle cementerie di Gubbio

 

Erano in tanti, in piazza Grande, mentre dentro Palazzo Pretorio si svolgeva la conferenza stampa sul Combustibile Solido Secondario (Css) e i Rifiuti nella quale il sindaco Stirati annunciava la richiesta di revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) per poter utilizzare il Css-Combustibile negli impianti delle ben due cementerie esistenti sul territorio eugubino.

Il sindaco Stirati favorevole all'utilizzo al Css nelle cementerie di GubbioIl Css EoW, teoricamente, non sarebbe più pericoloso del pet coke, che attualmente viene utilizzato per la produzione del cemento negli stabilimenti di Semonte e Ghigiano, se non fosse che la Regione abbia, recentemente, rilasciato l’autorizzazione a una azienda di Padule, per lo stoccaggio di Css e Css combustibile EoW.

Il primo è classificato come rifiuto, il secondo è un combustibile composto da più materiali, controllati e certificati, che può circolare liberamente e, sembrerebbe, tornare ad essere rifiuto anch’esso se non utilizzato entro sei mesi dallo stoccaggio.

Bruciare combustibile è ben diverso dal bruciare i rifiuti, anche se, dicono, che la temperatura di fiamma a 2000 gradi all’interno del forno rotante, generi un processo «autopulente».

Sauro Presenzini, presidente del Wwf perugino ha chiesto al sindaco Stirati se non intende trasformare Gubbio nella «Pattumiera d’Italia» e si è offerto di effettuare uno «Stress Test» alla relazione ambientale prodotta a loro uso e consumo dai «signori del cemento».

È la solita storia, da una parte gli interessi economici, dall’altra la salute, solo che gli interessi sono di pochi, la salute è di tutti.

Il sindaco Stirati è responsabile della salute dei suoi cittadini ed è un primo cittadino in difficoltà, quello di fronte agli organi di stampa nella mattina del 6 di giugno.

Una «carrellata» di pensieri, la sua, una lezione sul Combustibile Solido Secondario, quella della Vice Sindaco Tasso.

Gubbio non può diventare
terminale del ciclo dei rifiuti

Una preoccupazione, percepibile, sul destino di una città che non può «diventare il terminale per la chiusura del ciclo dei rifiuti», ma al tempo stesso il sindaco Stirati non vuol andare contro gli imprenditori e parla di posti di lavoro, neanche tanti a dire il vero.

Dalla conferenza stampa, in pratica, non emerge nulla di più delle voci che circolano. Poche le domande dei giornalisti, del resto quello dei rifiuti è un percorso in itinere da anni in Umbria, che a detta dell’Assessore all’Ambiente Morroni, dovrà concludersi entro il 2020.

Si parla di Css come sottoprodotto dello smaltimento dei rifiuti, destinato a chiuderne il ciclo, ma in Umbria non esistono produttori e quello che non si riesce a riciclare dalla raccolta differenziata, finisce comunque in discarica, insieme a tutto il resto.

Quindi la chiusura del ciclo dei rifiuti appartiene ad altri e la Regione Umbria offre il fianco per attuarla, magari concentrata nel territorio politicamente meno rappresentato e tutelato.

Nel rilascio dell’autorizzazione in maniera semplificata, riferisce il Sindaco, non è previsto l’intervento dell’Amministrazione Comunale.

Intanto cresce la preoccupazione degli eugubini

Un deja vu per i cittadini eugubini, con uno sguardo alle recenti battaglie sugli impianti a «Biomasse».

I cittadini, fuori del palazzo, attoniti e sgomenti, pensano alle loro famiglie, ai loro figli, perché, ormai lo sappiamo tutti, di cattiva gestione dell’ambiente e di inquinamento si muore ogni giorno e sempre di più.

Non è un caso che il Covid-19, abbia attecchito nelle quattro regioni con la massima concentrazione di impianti dove si brucia il Css.

Eppure ci deve essere un modo, anzi c’è, per tutelare la salute: un diverso approccio con la produzione dei rifiuto e il suo utilizzo, o, se vogliamo riutilizzo.

Il segreto è buttare consapevolmente e sempre di meno. Quello che buttiamo può diventare materiale e merce. La Green Economy si è evoluta e produce lavoro e ricchezza.

Ora non ci resta che attendere… magari rispolverando i programmi elettorali…

Ernesta Cambiotti