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L’INTERVISTA È su ferro il futuro della mobilità umbra

«Diciamo basta alla costruzione di nuove strade!» Lo afferma Alessio Trecchiodi, presidente del Comitato Ultimo Treno. «L’Umbria non è isolata ma anzi è ben collegata se si parla di trasporto su gomma», continua Trecchiodi, Colonnello in congedo dell’Aeronautica ed ex-pilota militare con la passione per la mobilità alternativa. Ci accoglie nella sua casa di campagna con vista su Assisi, un posto curatissimo ed ordinato come le idee di questo vulcanico signore. Inizia a raccontare partendo dalla preistoria della mobilità umbra. I primi tracciati, l’avvento delle prime strade ferrate e l’espansione di fine ‘800 dove vennero realizzati gran parte dei 378 chilometri che tutt’oggi utilizziamo. Fino alle successive graduali riduzioni ed abbandoni di ferrovie come la Spoleto-Norcia che Trecchiodi vorrebbe fosse riaperta anche a fini turistici. Ma subito si passa a parlare di come si potrebbero risolvere i problemi della viabilità umbra.

«Abbandonare tutti i progetti faraonici ed inutili come il Nodo di Perugia (la variante del Raccordo attorno a Perugia ndr)», incalza Trecchiodi, e «destinare quei fondi alla realizzazione di progetti come quello della metropolitana di superficie, del Tram-treno» che «risolverebbe i problemi di congestione del traffico nei centri urbani ed alleggerirebbero quello sulle direttrici che collegano le varie città della regione».

Come? «Facendo acquistare a Trenitalia treni idonei che collegando le città umbre con Perugia potrebbero entrare in un percorso cittadino trasformandosi in tram, ossia il Tram-treno. Ogni tram assorbirebbe circa 200 autovetture con il risultato di allentare di molto la morsa del traffico veicolare e dello smog. Ogni tram-treno si pagherebbe avendo soli 30 passeggeri, quindi un progetto di mobilità anche sostenibile economicamente. Tantissime città europee (svizzere, tedesche, francesi) hanno realizzato un servizio di mobilità utilizzando il Tram-treno ed hanno risolto gran parte dei problemi della mobilità».

Un capitolo a parte Trecchiodi lo riserva all’Alta Velocità: «Il progetto per la realizzazione di una fermata dell’Alta Velocità ferroviaria denominata Media Etruria nelle vicinanze di Arezzo è un’aberrazione e uno spreco di denaro pubblico che danneggerebbe ancora una volta l’Umbria creando una nuova Terontola dove doversi recare per prendere il treno».

Ma allora quale potrebbe essere la soluzione? «Abbiamo già ferrovie in grado di far passare un Freccia Rossa ad una velocità da 110 fino a 180 km all’ora – dice Trecchiodi – senza dover far nulla. Basterebbe concordare con Trenitalia, in accordo con la Regione dell’Umbria, di far passare i Freccia per Terni, per Foligno, per Spoleto e per Perugia per poi farli inserire nella direttrice Napoli-Roma-Milano dell’Alta Velocità. I tempi di percorrenza sarebbero da sogno: Terni-Milano in quattro ore ed un quarto e Perugia-Milano in tre ore e dieci minuti. Il bacino d’utenza supererebbe il milione e settecentomila unità e questo utilizzando le infrastrutture attuali con la sola eccezione della realizzazione della stazione ferroviaria all’Aeroporto di Perugia, tra l’altro già prevista nel Piano Regionale dei Trasporti umbro recentemente approvato».

Alessio Trecchiodi ci guarda e sorridendo afferma «certo, per risolvere i problemi della viabilità umbra avremmo bisogno di una classe politica lungimirante che avesse a cuore l’interesse pubblico, le soluzioni ci sono e sono alla nostra portata, come ho dimostrato». Ci saluta con una stretta di mano ferma e lo sguardo di chi è convinto e determinato di vedere prima o poi realizzare questo progetto efficiente e rispettoso dell’ambiente.

Lino Rialti

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