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Sit-in di protesta
di fronte alla Maio Tech

Gubbio 21 marzo. Protesta per la tutela di salute e ambiente

 

Forse la mia è una visione della vita terrena troppo «francescana». In realtà il messaggio di San Francesco dovrebbe essere impresso nelle nostre menti. Il cantico delle creature è la base delle «buone pratiche» di vita.

Gubbio 21 marzo. Protesta per la tutela di salute e ambienteInvece siamo «accecati» da tutt’altro. Benessere, ricchezza condizionano chi può averli e «straziano» sempre più chi non riesce neppure a sfamare se stesso e i famigliari.

I più deboli, economicamente e psicologicamente, sono facilmente influenzabili. La non conoscenza e la cattiva o incompleta informazione concludono l’opera. La politica cavalca il tutto!

Sabato 20 marzo 2021, c’è stata l’ennesima manifestazione per l’ambiente e la salute. Il sit-in si è svolto nella frazione di Padule, la più popolosa del Comune di Gubbio, di fronte alla Maio Tech, l’azienda che gestisce un deposito preliminare per il trattamento di rifiuti speciali pericolosi e non.

Neanche a dirlo, a Gubbio, la città dove San Francesco ammansi il lupo.

Tutti contro tutti. Ma non tutti hanno il coraggio di scrivere e parlare, come nella video lettera aperta inviata al patron della Colacem di Gubbio.

In poche parole gli stessi da anni, con l’aggiunta di qualche cittadino che si è svegliato dal «torpore».

Pochi guadagnano, molti sono danneggiati

La posta in gioco è economicamente importante per pochi. Si annoverano gli industriali e pochi occupati diretti e indiretti.

Di contro, talune scelte possono danneggiare altri settori come il turismo, ad esempio.

Quello di cui si parla è un dubbio, che deve essere dissipato.

Una nuova gestione e utilizzazione dei Rifiuti, la nostra immondizia (e probabilmente non solo quella) per capirci, può farci ammalare?

La politica da che parte sta? Oltre che a dispensare accuse tra i vari attori, vecchi e nuovi?

Ogni partito, o quasi, ha detto la sua, con fratture anche al loro interno e in quello delle coalizioni, evidenziando contraddizioni e incapacità di avanzare serie proposte, magari con un occhio al «Green Deal europeo».

E allora, al di là dei comunicati dei politici, la popolazione che è involontariamente esposta, deve essere informata.

L’allarme di Medici per l’Ambiente

Gli studi e le osservazioni predisposti dall’avvocato Valeria Passeri, dal prof. Blois Luciano e dall’Associazione Medici per l’Ambiente (Isde) Umbria e Isde Perugia, snocciolano incongruenze legate alla «collocazione urbanistica», alla «sensibilità ambientale dell’area geografica», alla «utilizzazione di risorse naturali».

Con particolare attenzione «su suolo, territorio, acqua e biodiversità» dell’impianto di gestione rifiuti Maio Tech di Gubbio e «dei progetti esistenti e/o in corso di autorizzazione quali le pendenti procedure di verifica di assoggettabilità a Valutazione Impatto Ambientale (Via) sull’utilizzo del Css nelle due cementerie eugubine nella prospettata creazione di una sorta di ‘filiera’ del rifiuto della Conca Eugubina».

Non di meno preoccupanti i rischi per la salute umana, che benché «mai valutati nell’area di interesse», sono analiticamente evidenziati all’interno delle osservazioni dei Medici per l’Ambiente, sulla base di studi e indagini per attività similari.

Le sostanze tossiche

«Le emissioni sono tanto ampie come tipologia in quanto comprendono numerose sostanze tossiche, epigenotossiche, cancerogene e con effetti di interferente endocrino, quanto rilevanti come quantità sia alla potenza tossicologica di molte delle sostanze emesse, sia in relazione al cointeressamento del centro abitato».

Una cosa è certa: la gente è stanca di «passerelle» e «teatrini».

La gente di Gubbio è sfinita, sfibrata e se tanto, tanto, ha il sospetto di essere stata ingannata e usata non sono certa che ora, in piena pandemia, con i nervi a pezzi, possa reagire come ha fatto finora: sopportando!

È evidente che quel principio di precauzione, tanto invocato dai Comitati, dalle associazioni ambientaliste e dai Medici per l’ambiente, conta ancora troppo poco.

Ernesta Cambiotti

 

 

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