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Rischi sempre più concreti
per la salute degli Eugubini

Css Combustibile. Rischi per il territorio eugubino

 

Qualcosa di invisibile come il Covid-19, sta sconvolgendo le nostre vite. Non sappiamo se sia opera diretta dell’uomo o della sua disinvoltura nell’alterare gli equilibri naturali.

Css Combustibile. Rischi per il territorio eugubinoIl colpevole è sempre l’uomo. Ha riempito il pianeta di discariche. Ha disseminato rifiuti ovunque, arrivando persino alla formazione di intere isole di plastica nel mare.

E allora perché non bruciarli questi rifiuti e poi eliminare le ceneri residue mischiandole con qualcos’altro, magari nel cemento?

Gli esperti ci dicono quello che può essere meno pericoloso tra i rifiuti non riciclabili altrimenti (un 5/10%). Poi bisogna separarlo dal resto e lavorarlo, per ottenere un combustibile.

Eppure sappiamo tutti che la combustione non distrugge, ma trasforma. Prendiamo un pezzo di legna, bruciandola otterremo fumo e particelle volatili, carbone e ceneri.

Nulla di questo può essere innocuo per ambiente e salute.

Pensate cosa può succedere a bruciare plastica, carta, stoffa e gli altri rifiuti che possono finire nel Css combustibile o rifiuto.

Ormai il livello di conoscenza è tale da non illuderci. Eppure arrivano leggi, notizie, giurisprudenza contrastanti, tanto da generare confusione e smarrimento nella gente.

È quello che si vuole e torniamo al tema Covid-19. Riflettiamo su quanto è accaduto, quanta insicurezza e stress abbiamo accumulato tra fake e verità.

Quando tutto questo inizia a toccarci da vicino, colpendo noi, i nostri cari, conoscenti o concittadini ci si interroga e si cambia atteggiamento.

Le richieste dei Comitati di cittadini

A chi di dovere, si pongono delle domande e si esigono delle risposte. È quello che stanno facendo i Comitati e le associazioni ambientaliste, ad iniziare da quelle del territorio eugubino.

Lo ripeto spesso, forse non esiste un punto di equilibrio tra interessi economici, politici e della salute pubblica.

Il 26 gennaio, questi comitati e queste associazioni, più di 50, hanno organizzato un sit-in di fronte al Consiglio Regionale dell’Umbria, perché in gioco c’è molto di più di un po’ di «immondizia» bruciata. C’è la salute, la conservazione e la salvaguardia di un patrimonio naturalistico.

Una piccola rappresentanza di manifestanti è stata ammessa in audizione con l’Assessore all’ambiente Morroni e alcuni consiglieri.

La sensazione emergente è che, comunque, il percorso del ciclo dei rifiuti sia tracciato. Magari con un accenno di «partecipazione democratica»

Vero è che la precedente amministrazione ha sempre rinviato la stesura del Piano Regionale dei Rifiuti e la poca attenzione al problema ha portato a una vera e propria emergenza discariche.

Per far fronte al problema nel mese di luglio è stato nominato un Comitato Tecnico Scientifico.

Resta da capire se le scelte di bruciare Css combustibile nei cementifici di Gubbio e Spoleto e il Css rifiuto nell’inceneritore di Terni, siano frutto delle loro competenze.

Le garanzie di Legge

Intanto, dobbiamo rammentare che la condizione per l’utilizzo di questo rifiuto deve tener conto di quanto stabilito nell’art. 177 del Decreto Lgs 152/2006 che così recita:

I rifiuti sono gestiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare

  • senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora;
  • senza causare inconvenienti da rumori o odori;
  • senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente. Una piccola rappresentanza di manifestanti è stata ammessa in audizione con l’Assessore all’ambiente Morroni e alcuni consiglieri.

La sensazione emergente è che, comunque, il percorso del ciclo dei rifiuti sia tracciato. Magari con un accenno di «partecipazione democratica»

Nonché del successivo art. 178: «La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di sostenibilità, di proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell’utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nel rispetto del principio di concorrenza nonché del principio chi inquina paga. A tale fine la gestione dei rifiuti è effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità, trasparenza, fattibilità tecnica ed economica, nonché nel rispetto delle norme vigenti in materia di partecipazione e di accesso alle informazioni ambientali».

Chissà se le istanze degli ambientalisti e non solo, verranno tenute in considerazione?

Qualcuno dall’assemblea legislativa decreta che «la strategia rifiuti zero è la favola di Peter Pan».

Tra i manifestanti qualcuno definiva certe politiche ambientali «volte al futuro» come «politiche dello specchietto retrovisore».

Ernesta Cambiotti

 

 

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