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Covid-19 brucia
anche la Festa dei Ceri

Covid-19 brucia la Festa dei Ceri e a Gubbio piazza Grande resta vuota

 

La Festa dei Ceri è nota in tutto il mondo. Le tre macchine, Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio, sono il simbolo della Regione Umbria.

La Festa dei Ceri di GubbioPer gli Eugubini è molto di più di una festa, molto di più del folclore. La Festa dei Ceri è sentimento, è identità.

Quest’anno un virus chiamato Covid-19, se l’è portata via. Era inevitabile.

Gli assembramenti sono vietati, il distanziamento fisico è obbligatorio e sarebbe andato tutto bene se non fosse che un pugno di irresponsabili ha pensato bene di invadere alcune vie del centro storico, qualcuno senza mascherina, qualcuno un po’alticcio.

Neanche le forze dell’ordine sono riuscite a mettere le cose a posto. Ci sono state identificazioni, dovranno esserci conseguenze penali e amministrative.

Gli assembramenti in centro nonostante la soppressione della Festa dei Ceri Ma la preoccupazione è il rischio recrudescenza del contagio, proprio nel giorno in cui un’anziana signora eugubina risulta positiva al Covid-19 e viene ricoverata a Perugia.

Il Sindaco di Gualdo Tadino dopo la minaccia di chiudere i confini con il Comune di Gubbio, oggi,  ha emanato un’ordinanza restrittiva, che non è piaciuta molto al primo cittadino eugubino.

Mentre il  Sindaco di Gubbio, dopo l’incontro in mattinata con le forze dell’ordine, in una conferenza stampa,  ha espresso preoccupazione e biasimo per i comportamenti trasgressivi, che non rimarranno certamente impuniti.

Scongiurata l’ipotesi di una zona rossa, si pensa alla quarantena per i soggetti coinvolti.

Ci sono voluti sacrifici, rinunce, per ottenere i risultati di cui gli umbri andavano così fieri.

Ora basterà lo sguardo benevolo di Sant’Ubaldo a proteggere gli eugubini?

Ernesta Cambiotti