Tag: La Politica

La sinistra teme il voto e rispolvera il fascismo. I radical-chic

Le pulsioni «staliniste»
della sinistra

  Il babau. Il babau fascista. O neofascista. O se non proprio fascista, beh, insomma, giù di là. Chi? Meloni e Salvini, si intende. Meloni e i suoi di Fratelli d’Italia, più o meno in blocco. Salvini e una parte dei suoi, non stiamo a specificare chi. Quelli della destra, comunque. Quelli della destra che appena

Presentate le liste elettorali per le elezioni politiche

Le liste son presentate,
che la «guerra» abbia inizio

  Lunedì si è conclusa la presentazione delle liste elettorali per le prossime elezioni politiche del 25 settembre ed è partita ufficialmente la campagna elettorale.  I sondaggi danno per certa la vittoria del Centrodestra. La sinistra gli ha offerto la vittoria su un piatto d’argento. Responsabile di errori su errori che hanno portato il Paese ancora

Carlo Calenda annuncia in Tv la decisione di stracciare il patto elettorale con il Pd

La «dolorosa»
scelta di Calenda

  Manco una settimana, dal 2 agosto in cui l’avevano ufficializzato in pompa magna, e il patto elettorale tra il Pd di Enrico Letta e Azione di Carlo Calenda è già finito. Stracciato pubblicamente, cioè a favore di telecamera, dallo stesso Calenda. L’occasione è stata la puntata di ieri di Mezz’ora in più, la trasmissione

Accordo a sinistra per le politiche del 25 settembre

Tutti insieme
appassionatamente!

  Tutti insieme per sconfiggere «la destra»! Dopo tanti veti e distinguo Carlo Calenda firma l’accordo a sinistra con Enrico Letta  Ma il «mucchio» poco ha, e avrà, di appassionato e il primo scoglio è un programma elettorale ampiamente condiviso da tutti. Allora, si adotta l’agenda Draghi, suscitando lo scalpitio di Nicola Fratoianni e Angelo

Cosa si cela dietro gli elogi all'ex premier Mario Draghi

Un premier
dal cuore d’oro

  Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio e lo scioglimento delle Camere si moltiplicano le lodi a Mario Draghi, alla persona e all’operato del suo governo, con la speranza di dare vita ad un partito che ruoti intorno al suo nome. Gli esempi si sprecano. Ma vediamone solo tre. Per non perdere tempo. Per

Camere già sciolte ed elezioni politiche il 25 settembre

L’Italia il 25 settembre
torna a votare

  Lo scioglimento delle Camere e l’indizione delle elezioni politiche per il 25 settembre ha posto fine al Governo di Unità Nazionale. Un definizione altisonante ma posticcia. La sbandierata «unità nazionale» non c’è mai stata. Perché, semplicemente, non poteva esserci. I vari partiti, e i rispettivi elettorati, hanno idee, sensibilità e obiettivi diversi. Che si

Mario Draghi in parlamento il 20 luglio. Elezioni Politiche vicine

Addio, mister Draghi.
Bentornate Elezioni

  Chi rompe paga, e i cocci sono… nostri. Il «chi», in questo caso, è il M5S: che dal suo incredibile, inesauribile catalogo degli orrori ne ha tirato fuori un altro e ha spinto Draghi alle dimissioni. Consegnate a Mattarella. Respinte da Mattarella. Potenzialmente sarebbero soggette a ritiro, sulla base di una verifica parlamentare che

Italia al Centro, la creatura preelettorale di Giovanni Toti

Un posticino al Centro,
per essere rieletti

  Sabato 9 luglio si è tenuta a Roma la prima convention nazionale di Italia al Centro. Che ha il suo capofila nel governatore della Liguria Giovanni Toti, almeno per ora. E che aspira, appunto, a essere una nuova coalizione (l’ennesima…) in cui riunire partiti, partitini e personaggi sparsi che si collocano «al centro» della

L'astensionismo non risparmia le elezioni comunali

Perché non si vota più
nemmeno per il sindaco

  Il fenomeno dell’astensionismo è in crescita costante. L’ultima conferma è appena arrivata, con il secondo turno delle elezioni Amministrative: l’affluenza media, nei 59 Comuni in cui si è votato, è stata del 42,20 %. Ben al di sotto, quindi, del 50 per cento. Mentre al primo turno si era fermata poco al di sopra

La dissoluzione dei Cinque Stelle. In 60 via con Di Maio

Salvare la poltrona,
a tutti i costi

  Ormai abbiamo visto di tutto. E pensare che amministratori locali, deputati regionali, parlamentari nazionale ed europei dovrebbero rappresentarci in forza della delega fornita con il voto. Poveri illusi che siamo! Ma in molti l’hanno capito ed è per questo che dilaga sempre più l’astensionismo a ogni appuntamento elettorale. Sfiducia e delusione serpeggiano tra gli

Referendum Giustizia. Al voto soltanto il 20% degli elettori

Un flop annunciato,
ma per colpa di chi?

  I Referendum sulla Giustizia sono stati un fallimento generale e indiscutibile, se si guarda solo all’affluenza. O alla non-affluenza, se preferite. Il dato finale si è fermato appena al di sopra del 20 per cento. A enorme distanza, quindi, dal quorum del 50 per cento più uno che è necessario per dare validità alla

Referendum 12 giugno. Cinque sì per una Giustizia Giusta

Cinque Sì
per una Giustizia giusta

  Il 12 giugno siamo chiamati al voto per i Referendum sulla Giustizia. Sono 5 distinti quesiti che nel loro complesso mirano a correggere alcune delle storture del sistema giudiziario italiano: Riforma del Csm, Equa valutazione dei magistrati, Separazione delle carriere dei magistrati, Abolizione del decreto Severino, Limiti agli abusi della custodia cautelare. L’indizione dei