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Un’Italia unita nel lutto
e nel sostegno reciproco

  Un minuto di silenzio per le vittime del Covid-19 e per dare sostegno a tutti quelli che sono i prima linea. Ore 12 del 31 marzo: l’Italia, già ferma per la guerra al Coronavirus, si è unita in un fortissimo abbraccio virtuale. Bandiere a mezz’asta, sindaci con la fascia tricolore davanti alle residenze municipali

Ma non era una partita
tra scapoli e ammogliati

  Sei ore di vertice ed un nulla di fatto. Il Consiglio europeo in videoconferenza ha portato ad un rinvio di 15 giorni. Le richieste dei paesi dell’Europa del sud hanno incontrato un fermo diniego da parte di Germania, Olanda ed Austria. Questi paesi, insomma, non si fidano di noi. Certo, la solidarietà alla base

Per uscire dall’impasse
Conte scrive a Michel

  L’economia ai tempi del Coronavirus: l’Italia guida il fronte dei paesi contro la linea rigorista. Sì, anche in questo periodo tedeschi ed olandesi vorrebbero rimanere nei parametri economici pre-pandemici. Giuseppe Conte, invece, ha preso carta e penna e si è esposto per primo, subito appoggiato da Francia, Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Grecia, Spagna, Slovenia e

Dopo un attimo di tregua
il Governo torna a traballare

  L’illusione è durata il tempo di uno starnuto. L’unità tra le forze politiche, ai tempi del Coronavirus, non ha fatto in tempo a nascere che è già morta. Giusto il tempo di varare un paio di provvedimenti contingibili ed urgenti per far fronte all’emergenza e subito sono ricominciate scaramucce, sgambetti, sfottò ed offese reciproci.

I due Matteo,
gli incubi di Conte

  Il potere logora, chi non lo ha. Questa la verità, sempre più vera, che Giulio Andreotti, il Divo Giulio, aveva teorizzato in una massima che oramai è storia. Infatti Giuseppe Conte non sa come fare, ma sa che, se dovesse andare a casa, sarebbe finita, sarebbe la fine di tutto e quindi si arrovella

Nessuna solidarietà per
l’esodo, né pietà per i morti

  Un vasta parte della sinistra si ostina a negare la realtà e la gravità della tragedia che si abbatté sulle popolazioni italiane dell’Istria e della Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale. Con modi e intensità diverse, secondo le loro specifiche, hanno dato il peggio di loro dai negazionisti dell’Anpi ai Centri sociali imbrattatori,

Le foibe e l’esodo
«sciagura nazionale»

  Alla vigilia del 10 febbraio, Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo nel 1945 delle popolazioni istriane e dalmate il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato un’importante dichiarazione con al quale la massima autorità dello Stato ribadisce la verità storica di fronte al crescente negazionismo di vasta parte della sinistra. Ne riportiamo integralmente

Questa legge da sola
non può bastare

  Un reato non si può prescrivere, se commesso. È questo il fulcro della questione. Compito della macchina della Giustizia è appurare se il reato è stato commesso e punirne l’autore. Compito della Giustizia è assolvere chi è innocente. Tutto questo in tempi brevi, perché vittime e colpevoli abbiano la «giustizia giusta» subito. Nel nostro

I Cinque Stelle
spariscono dalle urne

  In Emilia-Romagna, come ci si aspettava, Bonaccini batte Borgonzoni, anche grazie al movimento delle Sardine, uscite dalle scatole vitali ed attivissime, che nuotando contro corrente hanno portato nuova linfa al Pd boccheggiante. Mentre Salvini si consola: «Dopo 70 anni c’è stata almeno una vera partita». Zingaretti ammette l’aiutone con un pubblico: «Grazie alle Sardine».

Qualcuno ha vinto,
in tanti hanno perso

  Prime riflessioni, a caldo, sul responso delle urne. In Emilia-Romagna la riconferma del governatore uscente, per la prima volta non era scontata, ma prevedibile. Così come la vittoria del Centrodestra in Calabria. Qualche giorno prima delle elezioni parlavo con un mio cliente romagnolo. Era arrabbiato, desideroso di cambiamento. «L’Emilia-Romagna è una regione che va

Gigino resta
senza cravatta

  Le dimissioni di Luigi di Maio da capo politico del Movimento Cinque Stelle erano nell’aria da diversi giorni e il 22 gennaio sono infine arrivate. Alle sue precedenti smentite avevano comunque creduto in pochi, tanto che in borsa erano perfino risalite le azioni di Atlantia, la società della famiglia Benetton che gestisce le autostrade. La

Un giornalista capace
di lasciare il segno

  Sulla morte il 12 gennaio a 84 anni di un giornalista e scrittore del calibro di Giampaolo Pansa, hanno naturalmente scritto tutte le testate su carta e quelle digitali, dalle più grandi alle più piccole, ai quali si sono aggiunti post e tweet sui social media. Riprendiamo qui alcuni degli omaggi più significativi riservati