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«L’incidente mortale di Roma
non può lasciarci indifferenti»

Incidenti sul lavoro. L'operaio morto a Roma e la situazione siciliana

 

Il corpo di un operaio, Fabio Palotti di 39 anni, è stato ritrovato il 28 aprile a Roma nel vano di un ascensore del Ministro degli Affari Esteri, dopo circa 15 ore dal verificarsi dell’ennesimo indicente mortale sul lavoro. Operava da solo e così nessuno si è accorto di quanto era avvenuto ne ha potuto prestare l’eventuale soccorso.

I componenti del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Palermo, Filippo Virzì e Raffaele LoddoÈ un evento che non può lasciarci indifferenti – hanno dichiarato i componenti del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Palermo, Raffaele Loddo e Filippo Virzì – in quanto rappresenta nella sua tragicità l’inutilità degli allarmi e degli appelli per il potenziamento della sicurezza sui luoghi di lavoro e per la prevenzione degli incidenti.

Per quanto riguarda la Sicilia sono ad esempio mesi che invochiamo il potenziamento degli uffici preposti ai controlli degli Ispettorato del lavoro siciliani e degli uffici Inail, 300 unità per gli Ispettorati ed altrettanti per gli uffici Inail.

In attesa che vengano reclutati gli addetti gli incidenti, anche mortali, continuano e la prevenzione è una chimera. Senza i dovuti controlli così come senza verifiche nei cantieri e negli uffici, le violazioni, le disattenzioni, il mancato utilizzo delle dotazioni di protezione causano inevitabilmente gli incidenti.

A tutto questo si aggiungano le tante modifiche al modo di lavorare che ha ridotto le unità lavorative per risparmiare sul costo del lavoro per via di appalti sempre più al ribasso senza salvaguardare le vite umane».

«Tutti i processi produttivi – affermano Raffaele Loddo e Filippo Virzì – dovrebbero a nostro avviso essere rivisti nella modalità di svolgimento per privilegiare la salvaguardia della vita umana invece del profitto.

Nei rinnovi dei Ccnl i sindacati devono con forza chiedere che, oltre al potenziamento della formazione sulle tematiche della sicurezza, le attività più pericolose e quelle notturne non vengano svolte da singoli ma da almeno due lavoratori».

Pino Lancia

 

 

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