TRASPORTO PUBBLICO CAPITOLINO

Subito problemi
dai nuovi bus turchi

 

Dopo che i 70 autobus israeliani acquistati dal Campidoglio sono stati rimandati a Tel Aviv, a causa delle loro caratteristiche antinquinamento Euro 5, non omologabili nella Ue che prescrive un minimo di Euro 6, sono entrati in scena gli autobus turchi.

Si tratta dei primi 87 di un totale di 227 mezzi acquistati da Roma Capitale con gara Consip e presentati nei giorni scorsi con grande enfasi dalla sindaca Virginia Raggi. Anche questi però sembrano presentare problemi. Nei primi due giorni si sono già verificati cinque guasti.

Due mezzi si sono proprio fermati, un altro presentava anomalie al motore, un quarto aveva la porta difettosa, mentre sul quinto si era distaccata una plafoniera. Insomma l’ennesima figuraccia per l’Atac, che comunque fa sapere che gli autobus sono in garanzia e che «i malfunzionamenti verranno sistemati».

Notizie non rassicuranti vengano tuttavia dalla rete, dove numerosi utenti hanno rilevato che gli stessi autobus made in Turchia stanno rivelando malfunzionamenti anche a Napoli e nelle altre città nelle quali sono entrati in servizio.

Continua intanto nella Capitale il fenomeno, ribattezzato ironicamente, degli autobus flambé. Il 5 agosto è andato a fuoco un mezzo Tpl sulla via Ardeativa, nel pressi del Divino Amore. Il 9 agosto è stata la volta di un bus della Linea 04 che si è incendiato percorreva viale dei Romagnoli, a Ostia, intorno alle 7.40.

L’autista ha fatto scendere i passeggeri e ha tentato di arginare le fiamme, spente poi con l’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Marco Scauro

 

Nella foto di copertina: il nuovo bus turco già fermo nel primo giorno di servizio. In alto: il mezzo Tpl andato a fuoco sulla via Ardeatina.

1 commento

  1. Vincenzo Fratta in 20 Agosto 2019 il 12:18

    GIÀ 50 GLI INTERVENTI SUI BUS TURCHI
    Roma, 20 agosto. Dopo due settimane dall’entrata in servizio sono arrivati a 50 gli interventi di manutenzione compiuti su 20 degli 87 mezzi comprati dall’azienda turca Karsan.
    Un bus su quattro, in sostanza, ha già avuto problemi ed è dovuto finire sotto gli attrezzi degli operai: sensori sballati, specchietti e braccioli montati male, fili scollegati, porte con i bulloni che si staccano, un climatizzatore che perdeva gas, un pistone dei sedili da cambiare.
    Per ora l’Atac tiene un profilo basso e non ha avanzato lamentele, ma ha aperto le porte delle proprie rimesse a un pool di tecnici esterni, stipendiati dalla fabbrica turca che ha prodotto i mezzi, col compito di aggiustare la fornitura «in garanzia».

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