SMENTITA LA BUROCRAZIA CAPITOLINA

Pizzetta e panino seduti,
ora si può

 

Nel luglio scorso avevamo raccontato di una paninoteca in centro che, dopo aver subito una forte multa, aveva tolto dal locale gli sgabelli alti da bar sui quali si potevano gustare seduti le sue deliziose baguette.

I circa 1.500 locali presenti a Roma – paninoteche, pizzerie al taglio, gelaterie e altri esercizi similari – sono classificati come attività di vicinato alimentare con laboratori. Secondo un’interpretazione restrittiva contenuta nel Piano del Commercio del Comune di Roma, ai clienti è concesso di acquistare e mangiare il prodotto ma non di sedersi all’interno dei locali, altrimenti per i gestori si configura il reato di «ristorazione abusiva». In sostanza una rosticceria, una pizzeria al taglio o una gelateria che offre al cliente la possibilità di consumare seduto viene trasformata in un vero e proprio ristorante. E non avendo la specifica licenza vengono duramente sanzionati.

È uno straordinario esempio della stupidità e della protervia dei nostri amministratori cittadini che, invece di risolvere gli enormi problemi della Capitale, impiegano tempo e risorse per multare esercizi come il nostro Bistrot, che per la sua dimensione non ha neppure lo spazio per disporre tavolini, ma appunto soltanto la possibilità di affiancare qualche sgabello alla parete!

Ora, dopo aver accolto già in estate alcuni ricorsi in via in via cautelativa, il Consiglio di Stato ha pronunciato la sentenza di merito. Nei laboratori di vicinato ci si potrà sedere per consumare in loco il prodotto acquistato. Il discrimine sarà la presenza o meno del servizio al tavolo che rimane prerogativa dei ristoranti.

In Campidoglio si dovranno dunque rassegnare e apportare le necessarie modifiche al Piano del Commercio che la Confesercenti aveva richiesto da tempo. Ma per questa misura di comune buon senso si è dovuto attendere la sentenza di merito dei giudici di Palazzo Spada.

Marco Scauro

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