AMBIENTE E SICUREZZA

Nella Capitale 136 voragini
in dieci mesi

 

Secondo i dati resi noti a novembre dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) a Roma nei primi dieci mesi del 2018 si sono registrate ben 136 voragini, un deciso aumento rispetto agli anni passati. Già a marzo del 2018 si erano registrate 43 voragini, più del doppio rispetto alle 21 voragini rilevate nello stesso mese del 2017.

Roma continua a sprofondare, basti pensare che negli ultimi 8 anni il numero medio di eventi di questo tipo è cresciuto in maniera esponenziale: da 128 voragini (16 eventi ogni anno) a più di 720 (oltre 90 all’anno).

La causa principale della formazione delle voragini capitoline è la presenza di numerose cavità sotterranee, che si concentrano per lo più nella porzione orientale della città, di origine antropica scavate dall’uomo a vario titolo, principalmente per l’estrazione dei materiali da costruzione. Questi vuoti costituiscono in molti casi una intricata rete di gallerie.

Finora l’Ispra ha censito e mappato 32 kmq di gallerie sotterranee che giacciono sotto il tessuto urbano, ma molte aree sono ancora sconosciute: manca all’appello, ad esempio, la grande Catacomba scomparsa di San Felice, sulla Via Portuense, che costituiva uno dei principali cimiteri della Roma cristiana del IV-V secolo.

Nella foto di copertina vediamo un’enorme buca apertasi sull’Appia. A lato una voragine a Monteverde con fuoriuscita di acqua. La rottura delle tubazioni è spesso la causa che determina lo sprofondamento del manto stradale.    

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