fbpx

Otto giorni
per evitare il razionamento

Roma rischia di rimanere senz’acqua. Il periodo prolungato di siccità ha abbassato di 90 centimetri, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i 160 metri del lago di Bracciano, che ogni giorno fornisce circa 86mila metri cubi d’acqua ai cittadini romani.

Venerdì scorso, il governatore del Lazio Luigi Zingaretti ha dato ordine di sospendere dal 28 luglio i prelievi di acqua potabile dal lago. Una mossa tesa a tutelare l’ecosistema del bacino idrografico, ma soprattutto mettere al riparo la Pisana da eventuali responsabilità.

L’Acea, la società partecipata al 51 per cento dal Campidoglio, replica che il provvedimento è del tutto ingiustificato. Secondo Paolo Saccani, Ad della «multiutility» che gestisce acqua e elettricità in città, si tratterebbe di un «atto abnorme e illegittimo e soprattutto inutile rispetto alla tutela del lago. Azzerare la derivazione da Bracciano fa risparmiare 1,5 millimetri ma porterà agli abitanti di Roma pesantissimi disagi». Dal 28 luglio un milione e mezzo di romani avrà l’acqua razionata, con i rubinetti a secco per 8 ore al giorno».

Dal suo punto di osservazione l’Ordine geologi del Lazio rileva come la Pisana avrebbe dovuto studiare prima, «in tempo di pace», un piano di razionamento ragionato. E avrebbe dovuto vigilare adeguatamente sui prelievi e sui pozzi abusivi che possono essere concrete concause dell’attuale carenza d’acqua nel lago di Bracciano. C’è poi la condizione delle reti idriche, gestite dalla Regione, talmente disastrate che su 100 litri di acqua, se ne perdono 67 per strada. Un dato imbarazzante per il Pd e Zingaretti, al governo del Lazio da 4 anni e mezzo.

Nello scontro tra istituzioni, la sindaca di Roma per il momento resta a guardare, limitandosi a sottolineare che «va fatto tutto il possibile per assicurare l’acqua ai cittadini, agli ospedali, ai Vigili del fuoco, alle attività commerciali». Raggi ribadisce anche che la questione di Bracciano è di competenza regionale e invita entrambi i soggetti a «trovare una soluzione condivisa» che non crei disagi ai cittadini romani e non alimenti polemiche. Ma la Pisana insiste accusando l’Acea di aver violato le prescrizioni sui prelievi che lei stessa aveva fissato, mentre quest’ultima annuncia ricorso contro il provvedimento di Zingaretti.

Sul fronte governativo il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti conferma che «la situazione a Roma è critica» e tale da poter permettere alla Regione di chiedere lo stato di emergenza e di attivare le procedure a sostegno del settore agricolo, mentre il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, assicura: «Siamo pronti a collaborare con le Regioni nel censimento dei danni e la verifica delle condizioni per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica» con l’erogazione dei fondi collegati.

Mentre dietro il rimpallo di responsabilità tra istituzioni si intravede un altro episodio dello scontro Pd-M5S. Per scongiurare il razionamento dell’acqua nella Capitale mancano dunque soltanto otto giorni.

Vincenzo Fratta