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Si estende la protesta
partita dai quartieri

 

Si allarga a macchia d’olio la protesta degli abitanti del quadrante nord di Roma per la minacciata chiusura dal 20 gennaio della Galleria Giovanni XXIII, importante asse stradale il cui blocco provoca ripercussioni gravissime che vanno dalla Balduina a Monte Mario, dalla Pineta Sacchetti all’Olimpica, dalla Trionfale alla Flaminia.

Una raccolta di firma in rete viaggia verso le ottomila firma, numerosi esponenti politici romani e nazionali hanno lanciato iniziative, fra i quali il presidente di Movimento Cantiere Italia (Mci) Gerardo Valentini.

Nel comunicato ripreso dal gran parte delle testate cittadine Valentini chiede formalmente al sindaco di posticipare i lavori pianificati nella Galleria Giovanni XXIII in estate al termine dell’anno scolastico, «onde consentire un migliore assorbimento della variazione viaria che porterà il grande cantiere a soffocare il traffico veicolare in una zona nevralgica di Roma, già adesso da bollino rosso».

«Occorre buonsenso nell’amministrare così come nella scelta dei tempi di intervento. Qui – conclude Valentini – mi sembra manchino entrambe le cose».

Ha preso posizione anche l’assessore alla Sanità della Regione, Alessio D’Amato, preoccupato per le ripercussioni che l’interruzione della Galleria sulla rete dell’emergenza-urgenza, dove ogni mese transitano in quel tratto oltre 2mila mezzi di soccorso, un’ottantina al giorno, diretti verso Gemelli, San Filippo Neri e Cristo Re, Hub nella rete dell’emergenza in tutte le attività tempo-dipendenti (trauma, ictus, infarto, perinatale) in cui il fattore tempo è determinante per la vita delle persone. Ad oggi nessuna comunicazione ufficiale sulla viabilità alternativa funzionale è stata rappresentata all’Ares 118

È sceso in campo accanto ai residenti anche l’attore Tullio Solenghi con una lettera inviata al Corriere della Sera nella quale si auspica il rinvio della chiusura del tratto stradale.

Solenghi, che abita a via Cortina d’Ampezzo, oltre a conoscere i disagi della zona si è fatto portavoce delle lamentele e le preoccupazioni di figli, amici, conoscenti. «Mi sarei aspettato che prima fossero stati interpellati i residenti per un’opinione, dei suggerimenti».

Si attende ora la risposta del Comune sul rinvio dei lavori al termine dell’anno scolastico e sulla rimodulazione del loro programma per accorciarne i tempi, in ogni caso troppo lunghi.

Vincenzo Fratta