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Tre focolai bruciano la Pineta

È bruciata di nuovo lunedì pomeriggio la pineta di Castelfusano. Si è trattato di un incendio di proporzioni ancora maggiori di quello del 7 luglio, che ha richiesto un impegno prolungato degli elicotteri dell’anti-incendio. Le fiamme sono divampate in tre punti: all’interno della pineta all’altezza dell’Infernetto, lungo via Cristoforo Colombo – che è stata interdetta alle auto da Casalpalocco a Ostia – e sulla via Litoranea, chiusa al traffico. Un presunto piromane di 22 anni, originario di Busto Arsizio, è stato arrestato dai Carabinieri e portato a Regina Coeli.

Dalla spiaggia di Ostia e da molti quartieri di Roma il cielo appariva nerissimo. Molti bagnanti hanno rapidamente lasciato le spiagge e questo ha creato ingorghi e blocchi al traffico. Una nube di fumo è calata sull’Infernetto, dove la cenere ha ricoperto le strade del quartiere e le auto in sosta. Molti residenti si sono allontanati volontariamente dalle case a causa dell’aria irrespirabile.

Polemiche si sono innescate sulla tempestività o meno dell’arrivo dei mezzi anti incedio. «È una situazione gravissima, buona parte della pineta è andata in fumo – ha detto la sindaca M5S Virginia Raggi, accorsa sul posto –. Serve l’aiuto della Regione e del Governo. Roma non può essere lasciata sola di fronte a questo disastro ambientale. Dobbiamo collaborare tutti». Secondo Raggi «il primo Canadair è arrivato dopo un’ora». Ma la Regione ha replicato: «La Protezione Civile Regionale precisa che la segnalazione è arrivata alle ore 15:51 e il primo elicottero è stato inviato alle ore 15:52». In tutto, sulle fiamme di Castel Fusano, sono intervenuti contemporaneamente fino a sette mezzi aerei: quattro elicotteri regionali, e tre mezzi della flotta di Stato, di cui due Canadair.

Un risveglio amaro stamani per Ostia. La Pineta quasi completamente distrutta e un paesaggio spettrale creato dalla fitta nebbia che copriva il mare e la spiaggia.

Vincenzo Fratta