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Cinque Sì e un solo No
ai quesiti sulla Giustizia

Referendum sulla Giustizia ammessi 5 quesiti su sei

 

Dei sei referendum sulla Giustizia promossi dalla Lega e dal Partito Radicale, la Corte Costituzionale ne ha ammessi cinque e rigettato uno.

L'aula del Csm, uno dei nodi irrisolti della Giustizia italianaNella prossima primavera gli italiani con il loro voto potranno così imprimere un’importante accelerazione per la necessaria riforma della deficitaria giustizia italiana.

I quesiti referendari approvati riguardano le misure cautelari, la separazione delle carriere dei magistrati, l’elezione dei membri del Csm, i Consigli giudiziari e la Legge Severino.

Non si svolgerà il sesto Referendum per il quale erano state raccolte le firme. Mirava ad introdurre la responsabilità civile diretta dei magistrati per i loro errori e, insieme alla separazione delle carriere, era naturalmente il quesito più inviso ai magistrati.

La Consulta si è tolta dall’impiccio sostenendo che siccome il cittadino danneggiato da un comportamento non corretto di un magistrato può già oggi rivalersi sullo Stato, il quale può a sua volta intervenire sul magistrato, il referendum sarebbe stato «innovativo» e non soltanto abrogativo come prevede l’ordinamento italiano.

La separazione delle carriere

Essendo l’ordine giudiziario italiano unico, i magistrati possono svolgere alternativamente la funzione di Giudice o di Pubblico Ministero. Con le norme che il quesito intende abrogare le due funzioni si dividono e ad inizio carriera occorre scegliere uno dei due percorsi.

La materia è inserita tra le riforme proposte dal ministro Cartabia che prevede due passaggi nel corso della carriera.

Le misure cautelari

Il quesito mira ad impedire la detenzione preventiva in carcere o agli arresti domiciliari con la motivazione di «pericolo di reiterazione di un reato con pena superiore ai 4 anni». La custodia cautelare resterebbe solo per il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove.

L’elezione del Csm

Attualmente la candidatura di un magistrato al Consiglio superiore della magistratura deve essere sostenuta dalle firme di 25 colleghi. Abolendo questa soglia minima si svincola, almeno teoricamente, il singolo magistrato dagli schieramenti correntizi.

Anche su questo delicato punto è in itinere una proposta del Governo di riforma della legge elettorale della componente togata del Csm.

I Consigli Giudiziari

Lo scopo dei promotori è quello di estendere anche agli avvocati che siedono nei Consigli Giudiziari il voto sulle valutazioni di professionalità dei magistrati.

Anche su questo tema ci sono proposte nella riforma Cartabia.

La modifica della legge Severino

Si vogliono abrogare le norme dei decreti attuativi della Legge Severino del 2012, che determinano la decadenza dei parlamentari dopo una condanna definitiva e dei presidenti di Regione, sindaci ed assessori anche dopo una condanna in primo o in secondo grado, senza aspettare il verdetto definitivo della Cassazione.

Si tratta della Legge ad personam per mezzo della quale nel 2013 Silvio Berlusconi fu fatto decadere dalla carica di senatore a seguito di una condanna per frode fiscale.

Vincenzo Fratta

 

 

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