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I Talebani controllano Kabul
Biden minimizza lo smacco

I Talebani controllano Kabul, Biden minimizza lo smacco Usa

Sembra tornata la calma a Kabul dopo che i Talebani in pochi giorni hanno praticamente riconquistato militarmente l’Afghanistan.

Afghanistan. Oltre 600 persone in fuga imbarcate su di aereo UsaLa situazione di calma apparente appare certificata dall’aeroporto della capitale dopo i disordini di ieri ed i video che mostravano persone che tentavano la fuga aggrappati ai carelli dei velivoli. A confermare la situazione l’Alto rappresentante civile della Nato in Afghanistan, Stefano Pontecorvo, via Twitter in cui riferisce che «La pista dell’aeroporto internazionale Hkia di Kabul è aperta. Vedo aeroplani atterrare e decollare».

Da parte loro intanto i Talebani al potere cercano di accreditarsi come interlocutori credibili ed invitano gli afgani a seguirli perché «la gente che prova a fuggire all’aeroporto non rispetta né la cultura né i valori afgani» secondo il nuovo governatore talebano di Kabul, Haji Ahmad Ali Janche aggiunge «lasciano a casa donne e bambini per andare verso le false promesse fatte loro dagli stranieri. Dovrebbero stare qui, in un Paese islamico. Nessuno farà loro del male».

A pagare il prezzo più alto, a livello internazionale, per il ritorno al potere dei fondamentalisti islamici soprattutto l’amministrazione statunitense con il presidente Joe Biden che ora prova a minimizzare mescolando le carte in tavola.

«Dopo vent’anni, ho imparato che non ci sarebbe mai stato un buon momento per ritirare le forze americane dall’Afghanistan. Non mi sono pentito, difendo fermamente la mia scelta, dovevamo sconfiggere al Qaida, non costruire una nazione.

Gli americani non andranno ancora a combattere e morire in una guerra che l’esercito afghano stesso non vuole combattere per il suo Paese, nonostante gli abbiamo fornito tutte le opzioni possibili contro i talebani»; questo il succo del discorso che il primo mandatario Usa ha tenuto ieri alla nazione nel tentativo di difendersi dalle accuse per l’umiliante e caotico ritiro dall’Afghanistan, concordato dalla precedente amministrazione repubblicana guidata da Donald Trump anche se ora proprio il partito dell’Asinello è il principale accusatore di sleepy Joe.

Per gli Usa è una nuova Saigon

I media Usa non sono teneri e parlano apertamente di nuova Saigon, quella che lo stesso presidente aveva promesso di evitare garantendo unuscita «sicura e ordinata», ritenendo «altamente improbabile» che i miliziani afghani riconquistassero il Paese, compresa la capitale.

Nel suo discorso Biden ha ammesso che lAfghanistan è caduto «prima del previsto» ma resta convinto di aver fatto «l’interesse nazionale» mantenendo una promessa elettorale che fine a qualche giorno fa aveva ancora il consenso della maggioranza degli americani, stanchi di sperperare soldi in una guerra durata 20 anni. E si limita ad impegnarsi per i diritti delle donne in Afghanistan, a riservarsi azioni anti terrorismo «se necessario» e a minacciare i talebani di una «risposta devastante» se interferiranno nelle operazioni di evacuazione anche se queste ormai alle orecchie dei Talebani suonano come parole vuote.


Fabrizio Di Ernesto