IL CASO DEI COMMISSARI ALLA SANITÀ

Una tragica commedia
sulla pelle dei calabresi

 

La vicenda del Commissario governativo per la Sanità della Regione Calabria, se non avesse purtroppo ripercussioni sulla salute dei cittadini, potrebbe essere definita una commedia dalla esilarante sceneggiatura.

Regione Calabria, la farsa dei commissari alla Sanità. L'Ospedale di Reggio.Il commissariamento della Sanità calabrese è cominciato il 7 dicembre 2018 con la nomina di Saverio Cotticelli, un sessantanovenne generale in pensione, scelto durante il primo Governo Conte di concerto tra il ministro dell’Economia Tria e l’allora ministro della Salute, la pentastellata Giulia Grillo, e riconfermato il 19 luglio 2019.

Il 4 novembre di quest’anno il Cdm del Conte II proroga per altri 3 anni la gestione commissariale della Sanità della Regione e conferma nuovamente Cotticelli.

Un Commissario ad acta ha il compito di riportare in equilibrio i bilanci delle aziende sanitarie regionali, mettere mano alla ristrutturazione degli ospedali accelerando i lavori già appaltati, porre rimedio alla carenze di medici e personale ospedalieri, orientando il suo operato al contrasto dell’epidemia in corso.

Cotticelli non si riconosce nella sua intervista

Due giorni dopo la proroga del mandato, intervistato in televisione sulla mancata predisposizione del piano regionale per l’emergenza Covid-19, Cotticelli afferma candidamente di non sapere che uno dei suoi compiti sia proprio la redazione del suddetto piano. Subissato della polemiche, il Commissario si difende curiosamente sostenendo di «non riconoscersi» in quanto dichiarato nell’intervista, ma non può pensare di rimanere al suo posto ed è costretto a presentare le dimissioni.

Il Governo sceglie al suo posto il manager sanitario, Giuseppe Zuccatelli, 76 anni di Ferrara. E subito comincia a circolare un video nel quale, insieme ad altre discutibili affermazioni, Zuccatteli si lancia in strali contro l’uso della mascherine. Alla nuova ondata di polemiche il neo commissario risponde affermando che non si dimetterà «a meno che a chiederlo non sia il ministro».

Zuccatelli contrario all’uso della mascherina

Se ritenete che prima di fare la sua affermazione il nostro si sia assicurato della confermata fiducia del ministro, siete fuori strada. Poche ore dopo, Zuccatelli infatti annuncia: «Ho ricevuto la telefonata del ministro Speranza. Mi sono quindi dimesso da Commissario e da tutte le cariche che ho in Calabria».

A questo punto nella maggioranza di Governo inizia una corsa affannosa per indicare il nuovo nome. Il premier Conte recependo i desiderata dei Cinque Stelle sembra orientato verso la nomina di Gino Strada.

Il 72enne fondatore di Emergency riceve il via libera da Matteo Renzi, ma non è visto di buon occhio da Antonio Spielì, che fa funzione di Presidente della Regione Calabria dopo la morte di Jole Santelli.

Mentre siamo più o meno a metà della tragicommedia, vale la pena citare la messa alla berlina dei tre personaggi al vertice della Sanità della Regione Calabria (video di copertina) nella satira di Maurizio Crozza, andata in onda nella sua trasmissione «Fratelli di Crozza» del 13 novembre.

Gaudio con la moglie che non si vuole trasferire

Arriva intanto la nomina del terzo Commissario. Si tratta di Eugenio Gaudio, 64 anni di Cosenza, rettore uscente dell’Università La Sapienza, al quale il Premier, per non scontentare il M5S, vorrebbe affiancare Strada con una non precisa «delega speciale».

Le figuracce del Governo non finiscono comunque qui. Non solo Strada non è disposto ad accettare alcun tandem, ma la stessa posizione di Gaudio appare traballante in quanto Conte non ha ben valutato che sul capo dell’ex rettore pende l’inchiesta della Procura di Catania che lo accusa di turbativa nei concorsi espletati all’università etnea.

Neanche ventiquattrore dalla nomina Gaudio si dimette mascherando al decisione con motivi familiari: non vuole scontentare la moglie indisposta al trasferimento in Calabria.

Tutto da rifare per Conte e Speranza che partono alla ricerca del quarto Commissario della Regione Calabria. Intanto Gino Strada si è «accasato», raggiungendo un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile che dovrebbe riguardare la gestione di una serie di ospedali da campo. Insomma si prende benefici dell’incarico senza accettare gli oneri del ruolo.

Nell’attesa della successiva puntata, crediamo che una riflessione vada fatta anche sulle responsabilità del Premier e dei ministri interessati per aver alimentato la tragica farsa che si sta compiendo sulla pelle del popolo calabrese. In un altro Paese europeo alle dimissioni in serie dei Commissari ad Acta sarebbero seguite quelle di coloro che li avevano nominati.

Vincenzo Fratta

 

 

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