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Giorgia e i professori,
intolleranti e livorosi

 

Da due settimane il libro autobiografico della leader di Fratelli d’Italia, Io sono Giorgia, è in testa alla classifica dei libri più venduti. La circostanza deve far venire l’orticaria ai professori radical chic che, in barba adorato political correct e agli osannati MeeToo e Black lives matter, si scoprono intolleranti e maschilisti, con una ventatura di razzismo.

Cosi Simon Levis Sullam, professore di Storia Contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, quando in una libreria Feltrinelli vede al primo posto nello scaffale dei libri più venduti il volto sorridente di Giorgia Meloni, prende i volumi e li dispone a testa in giù.

Feltrinelli come piazzale Loreto

Augura quindi a Giorgia Meloni un destino da «macelleria messicana» – come la definiva il grande Giorgio Albertazzi –, e nell’immancabile selfie scattato per immortalare su Facebook il grande gesto spiega «Nelle librerie Feltrinelli può capitare».

Feltrinelli come piazzale Loreto, dunque, secondo il professor Simon Levis Sullam.

Ad un commento di un utente al post «Cavolo… a testa in giù è proprio brutto», il docente replica: «Pazienza è temporaneo — solo un po’ di mal di testa!». Senza parole.

Qualche giorno dopo l’impresa di Simon Levis Sullam il quotidiano La Verità rivela che il professore figurava tra i docenti scelti dall’ex ministro Lucia Azzolina per la commissione anti-odio. Senza parole anche in questo caso.

Non leggete la storia di Meloni, ma quella di Clizia

Tra il patetico e il «caso clinico» è invece l’atteggiamento pseudo-vittimistico assunto di fronte al successo del libro di Giorgia Meloni dal professore associato di filosofia giuridica all’Università di Teramo, Guido Saraceni.

Molto attivo sui social il professore scrive: «In questo momento io e Giorgia Meloni siamo insieme in libreria (!) con i nostri rispettivi libri. Solo che lei, con la solita boriosa arroganza da urlatrice di piazza, occupa intere vetrine, mentre il mio romanzo si trova educatamente, rispettosamente e democraticamente, sugli scaffali».

Insomma, che il libro della Meloni sia nelle librerie «oscurando» il suo capolavoro è un’infamia, secondo Saraceni. «Eppure — aggiunge —, la copertina è la stessa (mai giudicare un libro dalla copertina!). O meglio. Mi rendo conto ora che l’onorevole Meloni imita maldestramente la bellissima modella che rende ipnotica la copertina del mio romanzo, dando un volto alla protagonista.

È ora di mettere un freno a questa storia. Smettiamola di subire in silenzio la loro aggressività! Andate immediatamente in libreria e comprate L’oceano in una goccia; pretendete dal vostro negoziante di fiducia che venga esposto in vetrina, aiutate i lettori civili e democratici ad avere un’alternativa valida. Date retta al prof, piuttosto che la storia di Giorgia, è molto meglio leggere la storia di Clizia».

Ma sto professore c’è o ce fa?

Leggendo questo post il primo pensiero che viene in mente ad una persona di media intelligenza come me è «ma questo c’è o ce fa?». Sembrano infatti affermazioni di una persona con disturbi della personalità: la copertina dei due libri «è la stessa»?, la Meloni «imita la modella»?

È ridicolo e penoso constatare come a sinistra, artefice della più totale egemonia culturale nel nostro Paese, si giunga a questo scatto di rabbia. A rovesciare la realtà e arrivare a intravedere una trattamento di favore per la Meloni a proprio inesistente discapito.

Pare di sentirlo il sinistro professore: «La Meloni in vetrina insieme a me?»… È giù incitamento alla ribellione ai suoi presunti lettori… Una diga all’ortodossia democratica delle librerie.

Apripista di questo livore radical chic contro Giorgia Meloni, era stato qualche mese fa il docente di storia Contemporanea all’Università di Siena Giovanni Gozzini che nell’emittente fiorentina Controradio si era lanciato in gratuiti insulti razial-sessiti contro la leader di Fratelli d’Italia.

Per la gravità e la gratuità dell’accaduto il docente era stato sanzionato dal Consiglio di amministrazione dell’Università di Siena con la sospensione dallo stipendio per tre mesi.

Vincenzo Fratta

 

 

L’ANTESIGNANO

Sospeso dall’insegnamento il professore degli insulti del 23 febbraio 2021