PRESCRIZIONE E LUNGHEZZA DEI PROCESSI

Questa legge da sola
non può bastare

 

Un reato non si può prescrivere, se commesso. È questo il fulcro della questione. Compito della macchina della Giustizia è appurare se il reato è stato commesso e punirne l’autore. Compito della Giustizia è assolvere chi è innocente. Tutto questo in tempi brevi, perché vittime e colpevoli abbiano la «giustizia giusta» subito.

Nel nostro Paese siamo abituati a «buttare il cappello» sulle questioni spinose e di difficile soluzione. Siamo abituati, aimè, a vedere gli interessi di pochi, prevalere su quelli della collettività.

Spesso non si riesce a capire la ratio di alcune norme. Eppure le leggi sono il fondamento della civiltà. Ne regolano il funzionamento, punendo abusi e distorsioni.

La sovranità nel nostro Paese è espletata attraverso i tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario, autonomi e interconnessi.

Siamo, forse, il Paese più garantista ed è giusto esserlo, ma la macchina deve funzionare. Tre gradi di giudizio possono essere troppi? Serve una riforma della giustizia?

A queste domande i politici devono dare risposte, subito, perché le nostre carceri non devono ospitare persone innocenti, né, possono essere in libertà criminali impuniti.

La verità, triste, è che la prescrizione esiste in funzione del cattivo funzionamento dei tribunali nei vari giudizi. Complici la carenza di personale amministrativo, polizia giudiziaria e magistrati.

Complice la natura umana, in qualche caso.

Tutto questo assume dimensioni grottesche, se lo rapportiamo al momento politico e storico. In questo momento, i politici, sembrano pensare solo ai consensi, dimenticandosi il fine pubblico e primario dell’azione politica.

Si va avanti con «spot elettorali» stuzzicando i punti deboli e i nervi scoperti della popolazione, inerme ed esasperata. È una battaglia, stupida, dove a rimetterci sono solo gli innocenti, le vittime dimenticate e la Giustizia, quella con la G maiuscola.

Io credo e spero che il Governo vada a casa, che si vada a elezioni e che il Popolo, stavolta, sia veramente sovrano, scevro da condizionamenti e incantesimi.

Ernesta Cambiotti

Lascia un commento