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Il «regalo» di Natale
del Ministro a Conte

 

Ministri che vanno, ministri che vengono. Che sia in atto una crisi profonda della politica è sotto gli occhi di tutti, ormai da anni.

Abbiamo visto politici con crisi «identitarie», politici incollati alle poltrone e politici «improvvisati», a volte privi delle nozioni basilari riguardanti le materie che vanno a trattare.

Ma in gioco c’è molto di più dei numeri di partito o dell’ideologia, c’è in gioco il nostro futuro. Viviamo un momento, veramente difficile, la povertà, dilaga e con essa la perdita dei valori e la delinquenza spicciola. Per non parlare di quella organizzata che trova terreno fertile, dove regole e norme sono «confuse» e dove cittadini e imprenditori sono in difficoltà.

Da un po’ di tempo guardare la composizione e le attività dei governi che si sono succeduti è un po’ come guardare una «soap opera». Solo che gli spettatori sono anche le vittime e non si divertono affatto.

Economia, Sanità, Istruzione, Previdenza, eccetera sono argomenti, ma anche realtà serie e fondamentali. Vanno esaminate a fondo, per eliminare sprechi e «storture». Le nuove risorse da attribuire a ciascun settore devono essere calibrate ai bisogni e interventi necessari e non differibili. Per far questo bisogna avere le conoscenze giuste, le idee chiare e la forza di confrontarsi.

Il ministro dell’istruzione ha fatto una scelta, coerente, con le sue aspettative, ma mostra quanto sia veramente labile la stabilità di un governo fatto con forza e contro la volontà degli elettori.

La sensazione è che non ce la raccontano giusta, per niente!

Comunque, tanto di cappello a Fioramonti che in un post scrive «credo che sia la prima volta nella storia del nostro Paese che un Ministro della Repubblica venga criticato perché ha fatto ciò che aveva annunciato» cioè le sue dimissioni se non si fosse trovato almeno un miliardo per la ricerca!

Ernesta Cambiotti