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Italiani sempre più poveri
e disperati

Il triste Natale disegnato dai Dpcm di Giuseppe Conte

 

È proprio così, forse chi ha uno stipendio fisso o chi ha il paraocchi non se ne rende conto, ma ormai non credo ci possano essere rimedi ai danni economici di una gestione «schizofrenica» della pandemia provocata dal Coronavirus.

Non si muore solo di Covid e soprattutto, non si muore solo fisicamente. Si muore nell’anima, nella vitalità, nell’iniziativa imprenditoriale.

No. Non ci si può «reinventare» come questi «scaltri» governanti suggeriscono.

Non si può neppure incolpare il popolo di immaturità e superficialità, benché in qualche caso ci può stare.

La gente mangia, si deve curare, deve pagare affitti e utenze. Per farlo ha bisogno di denaro, vero, non semplici ristori, quasi elemosine, elargiti a qualche codice Ateco.

Le attività non sono codici, non sono numeri, sono persone, sono vite, che si perderanno anche in suicidi.

E l’aspetto psicologico non va sottovalutato, avremo un mondo di «zombi»?

Come può venire in mente un bonus vacanze o un cashback o una lotteria dei scontrini in una situazione pandemica?

Ci vogliono veramente esperti e commissari per generare un disastro dietro l’altro?

Fin dall’inizio è stato preso tutto dal verso sbagliato: i messaggi, i segnali e le iniziative tanto inadeguate, quanto prese senza contezza dei risultati.

Noi abbiamo diversi primati. Siamo stati i primi ad essere stati colpiti dal Virus «cinese» per adozione o nascita. Siamo stati i più colpiti dai contagi e dalle morti. Siamo al terzo post, nel pianeta, per numero di vittime tutt’ora.

E ci vogliono incantare e condizionare! Cosa non funziona o non ha funzionato?

Il pesce puzza dalla testa, è risaputo. Ma in questo paese le poltrone sono come una droga, danno assuefazione e offuscano la ragione, a chi ha questa facoltà.

Credo che abbiamo toccato il fondo. Le immagini dei camion militari con i morti le ricordiamo tutte, come ricordiamo tutti le immagini degli «eroi» sanitari…

Eppure c’è qualcosa di «sbagliato», che forse ci sfugge o non vogliamo cogliere.

Incominciamo dai «pieni poteri», per averli servono una causa straordinaria, ma soprattutto la capacità di gestirla. Intanto con il Decreto annunciato, come sua abitudine, ieri sera in conferenza stampa, Conte ha «ridisegnato» il Natale.

Qui non ci siamo, non ci siamo proprio!

Ernesta Cambiotti

 

 

 Le principali misure del Decreto di Natale n.172 del 18 dicembre 2020