MANUEL BORTOLUZZO

Il giovane campione
spezzato

 

Non potrà più nemmeno camminare. Questa la tristissima sentenza che i medici hanno resa pubblica per Manuel Bortoluzzo, ventenne promessa italiana del nuoto. La lesione midollare è completa, il proiettile che lo ha colpito alla colonna ha reciso assieme al midollo un progetto di vita iniziato e che prometteva molto molto bene. Un vero peccato.

Nella vita di un medico sicuramente ci sono momenti professionali grandiosi ma altri certamente non invidiabili. Il professor Alberto Delitala, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del San Camillo di Roma, si sarà sicuramente dovuto preparare mentalmente, tirare un sospiro, prima di comunicare alla famiglia e poi al paese, il nerissimo bollettino medico di Bortuzzo: «completa immobilità degli arti inferiori». Appena fuori pericolo verrà trasferito in una struttura riabilitativa che dovrà anche insegnare al ragazzo come convivere con la sua nuova condizione.

Franco Bortuzzo, padre di Manuel, da subito accorso al capezzale del figlio, immediatamente messo al corrente dallo staff medico del rischio che correva il giovane nuotatore, ha pubblicamente invitando chi ha visto qualcosa a parlare e dire tutto alla Polizia. Ha dichiarato: «Adoro Roma, però qui c’è un problema da risolvere. Non è possibile che si rischi la vita per niente, anche andando a mangiare un semplice panino. Questo è un problema distante anni luce da Treviso, lì non sarebbe successo». Per il papà del ragazzo forse la causa dello scambio di persona è stata causata da un cappellino che Manuel indossava spesso ed è molto usato dai giovani.

Le indagini intanto procedono per l’identificazione dei responsabili, almeno due ragazzi visti su di uno scooter. Sono stati ascoltati diversi testimoni. Le indagini sono rivolte verso il mondo della criminalità di Acilia, popolosa borgata alle porte di Roma. Il solito muro di omertà complica non poco il lavoro degli investigatori che però sono fiduciosi nel ritenere prossima la svolta delle indagini, sotto la lente di ingrandimento almeno una palestra di pugilato.

Restituire la tranquillità alla gente è una priorità. Come dice Franco, padre di Manuel, non è accettabile che si esca di casa per mangiare un panino e non si faccia più rientro perché attinti da un colpo di pistola. Riportare l’ordine pubblico a livelli accettabili attraverso un vero inasprimento delle pene anche per i reati comuni oltre che per quelli associativi è sicuramente necessario. Il buonismo garantista tenuto in piedi per salvare dalle patrie galere, in primis, la classe politica della Milano da Bene ha devastato l’azione penale. E questi ne sono i risultati. La pena non può assolvere solo alla funzione riabilitativa (dubbia comunque) ma deve prevedere una importante azione punitiva che scoraggi la reiterazione del reato da parte del criminale oltre a trattenere in luoghi sicuri tutti quegli attori che si dimostrino pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblici.

Lino Rialti

1 commento

  1. Vincenzo Fratta in 9 Febbraio 2019 il 16:19

    ARRESTATI I RESPONSABILI DEL FERIMENTO. A sparare a Manuel Bortuzzo sono stati due spacciatori di Acilia, già noti alla polizia. Si tratta di Daniel Bazzano di 24 anni e Lorenzo Marinelli di 25. Sono stati individuati subito e arrestati, anche grazie alla testimonianza di una persona presente quel sabato la notte davanti al bar del quartiere Axa dove è avvenuto il ferimento.
    I due balordi erano usciti malconci da una rissa avvenuta all’interno del locale e erano ritornati sul posto armati e decisi e colpire i «rivali». Pur non trovandoli, uno dei due ha fatto fuoco lo stesso, causando la paralisi alle gambe della giovane promessa del nuoto italiano e rischiando di colpire anche la fidanzata che era con lui. Per loro l’accusa è tentato omicidio.
    Al risveglio dal coma indotto Manuel ha saputo della sua condizione ma ha reagito con coraggio: «Non mi sento le gambe – ha affermato –, ma state tranquilli, mi riprendo».
    Nell’ospedale il ragazzo è confortato dalla presenza dei genitori e dalle visite degli amici. Al suo fianco anche il presidente della Federnuoto Paolo Barelli che ha dichiarato «Manuel è una roccia, davvero. È molto maturo per la sua età, faremo di tutto insieme ai genitori per garantirgli qualunque assistenza necessaria».
    A fargli visita anche diverse autorità e l’ex campione di nuoto Massimiliano Rosolino.
    Noi gli auguriamo di poter smentire la prognosi dei medici. In bocca al lupo Manuel!

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