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I flop, le liti e Veltroni
morso da un cane

 

L’Unità, lo storico quotidiano del Pci e poi dei suoi continuatori ed eredi, non è più in edicola, ma continuano a svolgersi, come tutte le estati, su e giù per lo Stivale, le Feste che portano il suo nome. Visto come le kermesse ludico-politiche stanno andando quest’anno, non si può escludere che anch’esse finiranno per cambiare denominazione.

Alla Festa dell’Unità di Milano che si è tenuta da 8 al 23 luglio all’ex Scalo Farini in via Valtellina, la partecipazione del pubblico è stata drammaticamente scarsa. Gli esercenti degli stand alimentari sono sconsolati. «Un flop totale – si legge in un reportage de Il Foglio del 20 luglio – che si tradurrà in una perdita secca». «Ho speso 1200 euro per essere qui con la mia attività – si lamenta un venditore di panini – ma ad oggi non ne ho recuperati nemmeno la metà della metà». Pare infatti che il più delle volte il numero degli astanti superasse di poco quello dei relatori delle tavole rotonde.

Venerdì 21 si sperava in una maggiore affluenza di pubblico per la presenza di due personalità di rilievo nazionale, Maria Elena Boschi e Giuliano Pisapia. Quando è arrivato l’ex Sindaco per il suo dibattito, quello precedente della Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio era appena terminato. Pisapia ha raggiunto la Boschi, l’ha salutata sorridente e fra i due c’è stato un caloroso abbraccio. Apriti cielo. Il gesto di cortesia non è piaciuto per niente a Bersani e compagni, con cui l’ex sindaco sta provando a costruire una nuova alleanza di centrosinistra. Sono piovute accuse di connivenza con il partito di Renzi e Pisapia è dovuto ricorrere ad un’intervista a Repubblica per spiegare l’abbraccio e rimarcare le distanze con il Pd. La sua «Insieme» rischia di naufragare prima del tempo.

Tragicomico è quanto è avvenuto invece lunedì 24 alla Festa dell’Unità di Valverde di Botticino nel bresciano. L’ospite speciale è l’ex sindaco di Roma ed ex candidato premier per il centrosinistra, Walter Veltroni. È qui per presentare il suo «Indizi di felicità». Proiettato con poco successo nelle sale italiane sul finire di maggio, il docu-film sta cercando ora un rilancio nelle feste del suo partito. Prima che Veltroni cominci a parlare, succede l’imprevedibile. Un cane, appena lo vede, gli morde il polpaccio. Niente di grave per Veltroni, se non uno strappo ai pantaloni e una lieve ferita, medicata sul posto dai volontari. Il proprietario dell’animale, che era senza museruola e senza guinzaglio, viene multato.

Si sarà trattato di un fuoriprogramma senza conseguenze o quanto accaduto può essere letto, anch’esso, come un «indizio»? È infatti indubbio che del Partito democratico e delle sue interminabili diatribe di vertice, gli italiani proprio non ne possono più.

Vincenzo Fratta