fbpx

Se la Ue non si muove,
l’Italia deve agire da sola

 

Il numero dei migranti salvati in mare e sbarcati nei porti italiani è aumentato esponenzialmente nelle ultime settimane, al punto che non è stato più possibile neanche al pavido governo italiano nascondere la gravità della situazione. Il Re è ormai nudo: Organizzazioni non governative e navi di diverse nazioni raccolgono i barconi in acque territoriali libiche, praticamente su appuntamento, e vengono ad attraccare in Italia nonostante la presenza di approdi più vicini, per esempio a Malta, scaricando migliaia di persone sulle nostre coste.

L’Italia ha quindi mosso un passo formale verso la Commissione Europea, chiedendo un coinvolgimento comune sul tema dell’immigrazione e ventilando la possibilità di negare l’approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. L’ipotesi di chiudere i porti italiani alle navi straniere con a bordo migranti è un passo senza precedenti: in pratica verrebbe chiusa la rotta alle imbarcazioni di molte ong internazionali che pattugliano il Mediterraneo e che fino a oggi hanno operato in stretto contatto con la Guardia Costiera italiana. Una misura comunque ancora non sufficiente in quanto lo stop non colpirebbe le navi che partecipano invece all’operazione Frontex.

La gravità della situazione è stata fotografata nel corso del colloquio che l’ambasciatore italiano presso la Ue Massari ha avuto con il commissario all’immigrazione Avramopoulos: «La situazione ha raggiunto il livello massimo di sostenibilità» ha detto Massari e per l’Italia rappresenta un serio «impatto sulla vita socio-politica del paese», aggiunge una fonte diplomatica. Solo nelle ultime 48 sono stati salvati in mare 12 mila migranti da 22 navi, molte delle quali appartengono a organizzazioni non governative, che poi si sono dirette verso l’Italia.

Questi numeri «hanno portato al limite le capacità dell’Italia di gestione degli sbarchi». Da parte sua il Viminale ha diffuso una nota per rimarcare che da gennaio a oggi sono sbarcati sulle coste italiane 76.873 migranti, con un’impennata del 13,43% rispetto al medesimo periodo dell’anno passato. Di questi, ben 9.761 sono minori.
La risposta della Ue alle richieste dell’Italia non è andata oltre gli attestati di plauso per quanto il nostro Paese sta facendo per far fronte all’ondata migratoria che viene dalla Libia, definita dallo stesso ministro dell’Interno Marco Minniti come «il vero confine meridionale dell’Europa».

Nel corso del prossimo vertice di Parigi tra Francia, Germania e Italia, si cercherà di convincere i partner della necessità della stabilizzazione della situazione politica nel paese nordafricano e dell’opportunità di istituire in loco i centri di accoglienza. «Nei primi cinque mesi di quest’anno – ha spiegato Minniti in un’intervista al Messaggero – il 97% dei migranti è arrivato dalla Libia, ma la cosa più incredibile è che non c’è un libico. La Libia è un Paese di transito».

Noi siamo del parere che per sbloccare la situazione le parole non basteranno e che alla chiusura dei porti vada affiancato un impiego delle nostra Marina Militare per realizzare un effettivo blocco delle partenze dalle spiagge libiche.

Vincenzo Fratta