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Elogio
dell’autoisolamento

Coronavirus: cominciano a scarseggiare le disponibilità di posti in terapia intensiva

 

Anno 2020, bisestile e funesto, ma nessuno poteva immaginare quanto. Intanto lo possiamo definire l’anno del Coronavirus, un virus patogeno che sta gettando nel panico l’intero Pianeta.

Coronavirus: due infermieri del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale S.Martino di Genova

E sì che a un pianeta già morente, adesso, serviva proprio una pandemia.

Ormai ci siamo, le nostre vite, il nostro destino, sembrano dipendere dalla diffusione di quella che apparentemente sembra un’influenza. Di per se l’influenza non è mai una banale patologia, ma questo virus, non lo conosciamo.

Se fosse vero il salto dall’animale all’uomo potrebbe essere oggetto di una mutazione genetica e ci vuole del tempo per capirne evoluzione, resistenza e sopravvivenza. Noi quel tempo non l’abbiamo. Se lasciamo che il virus contagi tante persone, sarà uno sterminio di massa, lo stesso sterminio programmato e puntuale, se il virus provenisse da laboratori, altra ipotesi.

Niente panico, ma neppure leggerezza. Intanto state tutti a casa, inutile chiudere le scuole, se poi i ragazzi se ne vanno in giro come fossero in vacanza.

Ci vuole un sano «autoisolamento», questa è un’emergenza vera!

In pochi hanno compreso la gravità estrema delle complicazioni polmonari e respiratorie.

Per poterle curare servono uomini e mezzi che il nostro Paese non ha.

Anestesisti, rianimatori, reparti e posti letto per malattie infettive e rianimazione sono un numero che non possiamo moltiplicare a comando.

Se avessimo seguito le raccomandazioni e usato il buon senso, ora non ci sarebbe stato bisogno di misure così estreme che faranno sì che chi resisterà al virus, non lo farà altrettanto a livello economico e finanziario.

Dove e come sarà possibile reperire le risorse per rianimare imprese e lavoratori autonomi, già sfiancati da una politica economica cieca e vessatoria?

L’incapacità cronica dei governanti con una visione «a senso unico» ci ha già portato a un punto di non ritorno.

Cambiamenti climatici, crisi economiche profonde e irreparabili insieme a un virus «strano» e di dubbia provenienza distruggeranno l’umanità?

Non è un caso che gli animali ne siano immuni.

Ernesta Cambiotti