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Botta-e-risposta con Salvini,
poi Conte sale al Quirinale

 

Tanto tuonò che alla fine piovve! Dopo continue schermaglie a mezzo stampa e social, dopo 445 giorni si conclude a Palazzo Madama l’alleanza tra M5S e Lega. Ora si apre una autentica crisi di Governo ove si inseriranno avvoltoi politici e cronisti d’assalto per rivendicare le spoglie di una esperienza giallo-verde che non ha mai convinto nessuno, meno che meno i burocrati dell’Ue che continuano a chiedere sacrifici senza accettare pianificazioni economiche pur importanti.

Ora tutto torna a zero. Il premier Conte ha parla per tre quarti d’ora, al fianco del leader del Carroccio seduto alla sua destra: «La decisione della Lega che ha presentato la mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’immediata calendarizzazione oltreché le dichiarazioni e comportamenti, chiari e univoci, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo».

Poi ha risposto Matteo Salvini: «La via maestra sono le elezioni, così gli italiani giudicheranno. Ma se volete tagliare i parlamentari e andiamo a votare? Noi ci siamo».

Intanto però la Lega aveva ritirato frettolosamente la sfiducia. Il presidente del Consiglio in Senato ha annunciato la fine del governo M5S-Lega e attaccato frontalmente il Ministro dell’Interno: «Ha perseguito interessi di parte, una decisione grave dettata da opportunismo politico».

Salvini ha così replicato: «Rifarei tutto, chi ha paura del voto non è libero». Nella bagarre fatta di schiamazzi e urla da ambo le fazioni (e noi italiani a casa a vergognarci per lo spettacolo offerto dai nostri delegati) ci si tuffa anche il Partito Democratico che intravede lo spiraglio per salire al Governo. «Sì a un confronto con i Cinquestelle, poi vedremo se ci saranno le condizioni per dare vita a un governo», sintetizza il capogruppo del Pd, Andrea Marcucci.

Ma la linea la dettano anche i nomi grossi dei Dem, come Matteo Renzi: «Subito un nuovo esecutivo per evitare l’aumento dell’Iva»; e poi il segretario Nicola Zingaretti: «Il Premier riconosca i suoi errori e si apre una nuova fase».

Dopo le dimissioni di Conte da oggi partono le consultazioni al Quirinale. Si comincia alle 16 con i presidenti di Camera e Senato e a seguire i Gruppi misti. Giovedì sarà la volta dei «grandi», Fdi, Fi, Pd, Lega e M5S.

Carmine D’Urso