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Per Biden la minaccia è la Cina,
senza trascurare la Russia

Al vertice Nato, Joe Biden richiama gli alleati europei

 

Contenere l’espansione militare di Pechino e l’aggressività di Mosca. Questo in sostanza l’esito del vertice Nato in cui il presidente Usa Joe Biden ha chiamato all’adunata i leader della europei, compattandoli su un’idea di «Alleanza delle democrazie in alternativa ai regimi autoritari», che come quello del Dragone «perseguono politiche coercitive e non condividono i valori democratici ed il rispetto dei diritti».

Mario Draghi al vertice Nato a BruxellesLa preoccupazione del blocco euroatlantico è relativa agli investimenti cinesi in ambito militare, soprattutto per quanto attiene lo sviluppo dell’arsenale nucleare e quelli nell’ambito dell’Intelligenza artificiale e della cyber-war per condurre attacchi informatici contro i nemici.

Pechino rappresenta un problema crescente per l’Alleanza atlantica soprattutto per sempre più solida collaborazione militare con l’altra grande fonte di preoccupazione, Mosca, partecipando alle sue esercitazioni nell’area Euro-Atlantica.

Il summit oltre ad aver riaffermato «la centralità della Nato» in qualità di «Alleanza più forte della storia», come indicato da Mario Draghi, con Biden che ha mostrato una netta inversione di tendenza rispetto al suo predecessore Donald Trump che aveva provato a togliere responsabilità agli Usa per delegarli agli altri partner.

Il vertice Nato per Biden è stato, per molti analisti, anche una palestra per prepararsi all’incontro con Vladimir Putin, a Ginevra. «Sono convinto che il presidente Usa porterà un messaggio duro a Putin», ha fatto sapere il britannico Boris Johnson, mentre i tre Paesi Baltici che hanno incontrato l’inquilino della Casa Bianca prima dell’inizio del vertice si sono detti sollevati nell’aver trovato un interlocutore così attento.

Il vertice Nato non ha però risolto le frizioni con la Turchia di Recep Tayyp Erdogan che in un videomessaggio ad un evento del German Marshall Fund si è lamentato per «non aver ricevuto il sostegno in cui aveva sperato nella lotta al terrorismo».

Da parte italiana invece il premier Mario Draghi ha indicato il fronte Sud come ulteriore campo d’azione della Nato, con un occhio «costante» alla crisi libica, invitando la Nato ad avere «un focus costante sul Mediterraneo» anche in chiave immigrazione.

Fabrizio Di Ernesto

 

 

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