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NUOVA DELI

Un città paralizzata
dallo smog

 

Nuova Deli, India, città invasa dallo smog, come mai prima d’ora. A molti, saranno rimaste impresse nella mente, le foto, che circolano in questi giorni, la città, i suoi monumenti, lo skyline della capitale indiana invasi da una coltre brunastra che ne impedisce di vedere la magnificenza. Sotto questa coltre mefitica, però, vivono milioni di persone.

In India, soprattutto nelle grandi città, si muore, si muore per smog. Il particolato, soprattutto il PM2,5, lì ha superato di oltre 20 volte il massimo considerato accettabile dalle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Da alcuni giorni, poi, complici una serie di circostanze, la qualità dell’aria è diventata da pessima a non più sostenibile. Lo stesso governatore Arvind Kejriwal ha paragonato la città a «una camera a gas». Le autorità locali hanno risposto all’emergenza istituendo un sistema di circolazione a targhe alterne per le automobili fino al 15 novembre, molte scuole ed edifici pubblici sono stati chiusi, agli abitanti è stato chiesto di rimanere nelle proprie abitazioni, quando possibile, e domenica diversi voli diretti o in partenza dall’aeroporto internazionale Indira Gandhi sono stati cancellati o deviati verso aeroporti di altre città.

Insomma l’emergenza globale è in atto. E non sembra si stia andando verso la ricerca di soluzioni serie e responsabili. L’India è solo un esempio di come l’intero pianeta, o meglio i suoi abitanti, anzi i suoi amministratori, i politici insomma, stanno gestendo l’emergenza climatica globale.

Così tornano le proteste dei ragazzi con i loro venerdì. Stavolta sono almeno 139 i comuni italiani dove si manifesta per il quarto sciopero globale per il clima. Il nome lo conosciamo tutti: Fridays For Future. Si tratta del movimento dei giovani ispirato da Greta Thunberg. Attualmente Greta, proveniente dagli Stati Uniti, dove era impegnata in varie iniziative pro-clima, sta viaggiando in mare, destinazione Lisbona, per essere entro il 2 o 3 dicembre a Madrid, utilizzando un battello a zero emissioni. Proprio per mostrare che è possibile vivere a zero emissioni.

Ma perché manifestare proprio il 29 novembre? La data è topica ed è stata scelta per due motivi. Da un lato è il giorno del Black Friday, con le vendite ed i consumi, quindi l’inquinamento che sale alle stelle, simbolo di un consumismo insostenibile. Dall’altro lato, questa data e importante essendo vicinissima all’incontro denominato Cop25 a Madrid. Questa è l’annuale conferenza dell’Onu sul clima, che comincia lunedì 2 dicembre e andrà avanti fino a venerdì 13, alla quale Greta parteciperà.

I ragazzi manifestano in ogni angolo del pianeta per chiedere ai potenti di fare in fretta e non tergiversare. L’obiettivo finale dovrebbe star bene a tutti in maniera traversale: portare a casa la pelle. Vivere nel mondo che conosciamo e che rischiamo di perdere. Intanto le emissioni di CO2 del 2019 non accennano a diminuire. Ecco perché i ragazzi sono di nuovo in piazza. La ricetta è semplice: abbandonare le fonti fossili, garantire giustizia climatica a tutti i popoli, ascoltare la scienza.

Ognuno di noi dovrebbe sentire il dovere di fare qualcosa, partendo dai piccoli accorgimenti, insieme si può fare la differenza. Dobbiamo comunque fare pressione sulla politica, subito.

Lino Rialti

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