fbpx

Trump si rafforza
con la «pace di Abramo»

Trump artefice degli accordi di pace in Medio Oriente

 

Donald Trump in vista delle presidenziali di novembre fa «scoppiare la pace» in Medio Oriente e rafforza il sostegno dell’influente comunità ebraica statunitense.

Con la Pace di Abramo, Trump consolida il sostegno della comunità ebraica statunitenseQuesto in sostanza il sunto dell’accordo siglato ieri tra Israele e un paio di paesi arabi con la regia dell’inquilino della Casa Bianca. Non a caso lo stesso Trump ha parlato di «un giorno storico per la pace, nasce un nuovo Medio Oriente con un accordo che nessuno pensava fosse possibile e che a breve verrà firmato da altri cinque o sei Paesi arabi».

L’accordo, denominato Accordi di pace prevede la normalizzazione dei rapporti a 360 gradi tra Israele da un lato e gli Emirati Arabi e il Bahrein dall’altro, in cambio della sospensione dell’annessione della Cisgiordania.

«Una nuova alba di pace, superiamo le divisioni e ascoltiamo il battito della storia» ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che ha siglato le intese con i ministri degli Esteri degli altri due Paesi, rispettivamente Abdullah bin Zayed Al Nahyan e Khalid bin Ahmed bin Mohammed Al Khalifa.

«Storici accordi di pace», li ha definiti il presidente americano nel South Lawn della Casa Bianca, davanti ad una folla di centinaia di invitati; a livello di politica internazionale si tratta di intese storiche che cambiano la mappa e gli equilibri mediorientali, segnando l’accettazione di Israele nel mondo arabo.

Per Trump è indiscutibilmente un trionfo diplomatico, che gli permette di accreditarsi come artefice di pace e di vantare la candidatura al Nobel a sette settimane dalle elezioni, mentre spera di incassare un nuovo successo dai negoziati sull’Afghanistan. Anche l’israeliano Netanyahu esce rafforzato dall’intesa in un momento in cui la sua popolarità è molto bassa.

Ora l’obiettivo di Trump
è l’intesa con l’Arabia Saudita

Ora la diplomazia statunitense cercherà di far siglare l’accordo anche ad altri paesi, primo su tutti l’Arabia Saudita.

E proprio Ryad adesso potrebbe decidere il destino presidenziale dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Se infatti Trump riuscisse a portare i sauditi nell’intesa sarebbe un successo personale senza precedenti in grado di cambiare la visione del mondo mussulmano sunnita nei suoi confronti anche a livello elettorale. Annunciare l’accordo nella seconda metà di ottobre porterebbe sicuramente molti voti al presidente uscente.

L’intesa tra Usa, Arabia Saudita e Israele oltre che politica avrebbe anche una valenza militare non secondaria: di fatto isolerebbe ancora di più l’Iran, nemico dichiarato di Washington, e paese a maggioranza sciita, con rapporti già complicati con i paesi arabi sunniti.

Per il momento Trump parla solo di pace al punto che ha affermato: «Farò un grande accordo con l’Iran dopo le elezioni, anche se Teheran sta aspettando il voto sperando di fare un accordo migliore con Biden».

Fabrizio Di Ernesto

 

 

USA & ISRAELE

Il Mossad dietro l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti del 17 agosto 2020

Varato il governo Netanyahu-Gantz del 18 maggio 2020

Il contentino di Trump ai «gentili» del 29 gennaio 2020