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NUCLEARE IRANIANO

Teheran prova a ricucire
ma Trump sbatte la porta

 

Torna alla ribalta il tema del nucleare iraniano e lo fa al G7 di Biarritz in Francia, dove ieri a sorpresa si è presentato il ministro degli Esteri di Teheran Mohammad Javad Zarif approfittando del fatto che il tema era quello al centro del dibattito.

Dopo una lunga trattativa diplomatica nel luglio 2015 era stato trovato un accordo (Jcpoa) tra l’Iran ed il gruppo dei 5+1, ovvero i paesi con seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza Onu – Usa, Francia, Cina, Russia e Gran Bretagna – e la Germania che permetteva a Teheran di sviluppare tecnologia nucleare per scopi pacifici.

Nel maggio 2018 però il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di ritirarsi dall’accordo con Teheran che per tutta risposta aveva annunciato la volontà di riprendere anche il progetto di arricchimento dell’uranio. Queste due mosse hanno spiazzato gli altri paesi firmatari che vorrebbero invece ricomporre la frattura; non a caso nel G7 era in discussione la possibilità di conferire al primo mandatario francese Emmanuel Macron una sorta di mandato a trattare con Teheran da parte dei paesi del G7, anche se Trump aveva frenato asserendo: «Io non ho mai affrontato l’argomento».

Tutti i presenti in Francia sono concordi sulla necessità di evitare che l’Iran possa dotarsi di armi nucleari anche per evitare nuove tensioni nella regione.

L’arrivo a sorpresa di Zarif, invitato dal padrone di casa Macron, ha ovviamente messo il primo piano la questione. In particolare, il presidente francese ha cercato di ammorbidire Trump sul tema delle sanzioni all’Iran che penalizzano anche l’economia francese, i grandi gruppi automobilisti transalpini producono numerosi modelli nel paese persiano.

Sulla vicenda oggi è intervenuto anche il presidente iraniano Hassan Rohani ha difeso l’opzione del dialogo scelta dalla sua amministrazione per risolvere la crisi ed in discorso trasmesso dalla tv di Stato ha sottolineato: «Penso che dovremmo usare tutti gli strumenti per fare gli interessi nazionali. Io stesso non esiterei a partecipare ad un incontro che rappresenta un’opportunità per il paese e risolvere i problemi della popolazione».

Nonostante l’atteggiamento di totale chiusura della Casa Bianca, per il momento Teheran, ufficialmente, continua a rispettare l’accordo come testato più volte dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), ma ha sempre dichiarato di legare il proprio atteggiamento a quello degli altri firmatari, soprattutto riguardo la non applicazioni delle sanzioni sul petrolio e sul settore bancario.

In favore dell’Iran alcune clausole dell’accordo, in particolare l’articolo 26 il quale stabilisce che Teheran possa riprendere totalmente o parzialmente le sue attività nucleari se una delle altre parti non rispettasse i propri obblighi.

Fabrizio Di Ernesto

In alto: il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif intervenuto al G7 di Biarritz. Sopra: i siti nucleari iraniani (fonte: Limes).

 

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