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Secondo fine settimana
di proteste a Mosca

Alexey Navalny. 2° fine settimana di proteste per il blogger

 

Ancora una domenica di scontri e proteste in Russia per il blogger Alexey Navalny. Come già nello scorso fine settimana polizia e manifestanti sono tornati a scontrarsi in merito alla detenzione del blogger anti Putin.

Alexey Navalny. 2° fine settimana di proteste per il bloggerL’Ong Ovd-Info riferiva in serata di almeno 4.923 fermati, tra cui 82 giornalisti, dimostranti feriti e agenti che hanno usato i taser contro i manifestanti.

Le immagini degli scontri hanno provocato la reazione dell’Unione europea con l’Alto Rappresentante Ue, Josep Borrell che ha detto: «Anche oggi condanno gli arresti di massa e l’uso sproporzionato della forza contro dimostranti e giornalisti in Russia».

Sulla stessa lunghezza d’onda gli Usa, con il segretario di Stato Antony Blinken che ha denunciato le «tattiche brutali» del Cremlino contro i manifestanti e per tutta risposta sono stati accusati dal ministero degli Esteri di Mosca di «grossolane interferenze» nelle questioni interne della Russia.

Come una settimana fa le proteste hanno interessato tutte le principali città russe da Vladivostok, in estremo oriente, a Kaliningrad, sul Baltico, e diverse migliaia di persone hanno sfidato il freddo e il divieto di manifestare e sono scese in piazza chiedendo il rilascio di Alexey Navalny.

In previsione delle proteste le forze di polizia avevano blindato le vie del centro e così a Mosca i manifestanti sono stati costretti a dividersi in più cortei svoltisi in contemporanea in diverse parti della città.

«La Russia senza Putin», «La Russia sarà libera», gli slogan urlati dai manifestanti, alcuni dei quali agitavano in aria uno scopino del wc: riferimento alla video-inchiesta di Navalny sulla mega-villa sul Mar Nero che, secondo l’oppositore, apparterrebbe a Putin e dove ci sarebbero scopini del water da 700 euro l’uno.

Un gruppo di manifestanti ha raggiunto la zona del carcere Matrosskaya Tishina, dove è attualmente rinchiuso Alexey Navalny. Lì la polizia ha effettuato diversi fermi ed ha trascinato in un furgoncino anche Yulia Navalnaya, moglie del dissidente.

La Navalnaya, che alcuni vedono come una potenziale nuova guida dell’opposizione ora che Navalny rischia anni e anni di carcere, è stata poi rilasciata in serata ma con l’accusa di aver partecipato a una protesta non autorizzata.

Alexey Navalny era stato arrestato il 17 gennaio all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca non appena tornato in patria dalla Germania, dove era in cura per l’avvelenamento.

Sul malore di Navalny le autorità russe non vogliono indagare. In compenso sulla testa dell’oppositore pendono almeno quattro inchieste penali. Il primo processo si apre domani, martedì 2 febbraio, e vede Alexey Navalny accusato di non essersi presentato davanti al giudice di sorveglianza a Mosca come previsto dalla condizionale concessagli per una vecchia e controversa condanna a tre anni e mezzo di reclusione.

Fabrizio Di Ernesto

 

LE PRIME PROTESTE

Scontri e tensioni a Mosca per Alexiei Navalny del 25 gennaio 2021